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Di Enrico Cembran Medico Olista
Proprietà letteraria riservata
Sulle funzioni anatomo-fisiologiche della Pelle e dei suoi annessi, peli, unghie e capelli, si sa molto.
Per ciò che riguarda le sue patologie, molto, forse troppo spesso, si ricorre al concetto di #idiopatia, attraverso il quale esplicitare la mancanza di conoscenza delle loro cause scatenanti.
Nella mia esperienza di medico olista, è proprio nel momento in cui la medicina classica si deve arrestare, che occorre attivare una ricerca che tenga conto di fattori apparentemente non consueti.
Una prima doverosa constatazione riguarda le dimensioni dell’Organo Pelle che con una superficie di circa due metri quadrati, risulta essere il più esteso dell’organismo.
E sono proprio queste dimensioni, unitamente alla sua funzione di barriera e comunicazione con l’esterno, che lo rendono un organo di dialogo fra l’organismo ed il “resto della realtà”.
Realtà che a sua volta, risulta strettamente influenzata dalla capacità di percezione individuale.
Tale peculiare caratteristica porta la pelle ad essere il primo mezzo di #interazione #sociale, attraverso il quale, il neonato inizia a prendere contatto con l’ecosistema, definendosi nel suo ambito, attraverso il suo #Io#Pelle.
In tale importante funzione, egli apprende a delimitare i confini tra se stesso e gli altri, filtrando le informazioni che lo riguardano, in entrata ed in uscita, cominciando a dare valore a se stesso, in quanto degno di attenzioni, sostegno e cura.
Questo Io Pelle, continuerà ad essere, da adulto, un’importante organo mediatore della comunicazione emozionale e perciò, spirituale.
Nella pelle dunque, si gioca l’importante, anche se inconsapevole, funzione di dialogo emozionale dall’organismo all’ecosistema e viceversa.
Ovvio dunque che in essa si eserciti l’#espressione, ma soprattutto, il #contenimento #affettivo e la ricerca o la negazione di un possibile incontro ravvicinato ed intimo con l’altro. Di qui, la sua elevata capacità simbolica di esplicitazione dello stato emotivo, attraverso il cambiamento di struttura, luminosità, colore e reattività fisica.
Tale funzione può esasperarsi, quale mezzo estremo di comunicazione dei propri bisogni emotivi e spirituali, se inascoltati o addirittura negati. Ed ecco quindi comparire delle reazioni abnormi, a stimoli apparentemente banali, o ritardi inspiegabili di guarigione o la comparsa di recidive patologiche, del tutto inattese.
Tutte queste manifestazioni hanno il solo scopo di attirare l’attenzione dell’Individuo sullo stress percepito, sui propri bisogni negati o ferite non guarite. Queste comunicazioni vengono svolte dai sintomi che, in quanto molto spesso, difficilissimi da esibire, non possono passare inosservati.
In termini patogenetici, attraverso la #PNEI, #PsicoNeuroEndocrinoImmunologia , il #Subconscio ha il pieno controllo, fra l’altro, delle secrezioni ormonali e questa funzione si estrinseca sotto l’influenza per lo più inconsapevole della propria Personalità, intesa come mediatore fra lo stimolo ambientale e la capacità di risposta individuale.
Le esperienze della vita vissuta, determinano un’associazione e conseguente risposta emozionale che può dare origine a reazioni di competenza, piacere e gradimento o all’opposto, di vergogna, difesa o fuga.
Tali risposte coinvolgeranno i Sistemi Immunitario, Nervoso ed Endocrino, con una forza proporzionale allo squilibrio indotto nella propria personalità.
Dunque, oltre all’oggettività delle cause materiali scatenanti la malattia, esistono una serie di interazioni soggettive di ordine psicosociale, in grado di determinarne l’insorgenza manifesta e/o, l’andamento soggettivo.
Tali interazioni intervengono in relazione all’immagine corporea autoriferita e percezione di annessa integrità fisica. L’insieme di questi dati, esplicitati nelle diverse parti del corpo, rivelano moltissimi significati simbolici mantenenti la memoria sensoriale delle esperienze vissute.
In quest’ambito, la capacità di elaborare le proprie emozioni, consente la loro rimozione dall’organo che le ha rilevate. In caso contrario, ne determinerà, attraverso esso, l’espressione, consentendo, ad un occhio esperto ed interessato, di valutarne la natura e l’intensità.
Di norma, la psiche rielabora continuamente ed in maniera per lo più inconsapevole, le sensazioni ed emozioni, appartenenti alla natura animale dell’essere umano, in un vissuto più utilizzabile per il ragionamento e la comunicazione, attività di pertinenza prevalentemente umana.
La loro natura, a volte molto conflittuale, ne esige un’immediata evacuazione, attraverso qualunque possibilità che ne consenta il più rapido allontanamento, fra cui, quella corporea.
Tali contenuti, tuttavia, si riversano, per lo più inalterati, nell’attività onirica e, quando lasciati liberi di emergere, nell’espressione creativa.
Accade dunque che, emozioni e disagi rifiutati dalla coscienza perché improponibili in ambito sociale, vengano dall’Inconscio, trasformati in #simboli, per renderne possibile una comunicazione meno dolorosa e più gestibile.
Ove questo meccanismo non risulti possibile per l’entità del conflitto sollecitato, questi contenuti si espliciteranno attraverso la comoda via somatica, o altri tipi di espressione primitiva e/o non verbale, fra questi, l’aggressività, i comportamenti compulsivi, le personalità cosiddette problematiche.
In relazione alla pelle, vi è poi un’ulteriore distinzione da fare, in rapporto alla profondità dello strato cutaneo interessato dalla patologia: Epidermide, Derma o Ipoderma.
Tale rapporto, naturalmente, espliciterà la natura e profondità del conflitto emotivo.
Nello strato più profondo o #Ipoderma, si situa la valutazione dell’immagine di se stessi e quindi il livello di fiducia auto riferita. Tale caratteristica, fa sì che sentimenti di profonda svalutazione di se stessi, determinando un giudizio molto negativo e la mancanza di fiducia nella propria essenza, si manifestino attraverso l’#Obesità e la #Ritenzione #Idrica.
In quello intermedio, o #Derma, si situa il grado di percezione della propria identificazione e integrazione fisica. Ecco che allora, le #cicatrici, evidenzianti una specie di fallimento nella restitutio ad integrum del processo di guarigione, potranno rappresentare una sorta di corazza (non a caso nei bambini, tali fenomeni si esacerbano, fino a determinare casi aberranti di guarigione, quali i #Cheloidi).
Nello strato più esterno o #Epidermide, si situa la propria capacità di interazione sociale.
Dunque, le patologie di questo strato, con estrema probabilità, espliciteranno il malessere conseguente alle perdite ed abbandoni, reali e/o metaforici.
In questa accezione, gli #Eczemi, possono indicare il disagio o la paura della solitudine, ma anche il conflitto con l’ecosistema sociale, familiare e/o educativo.
La #Psoriasi può insorgere a seguito della percezione di un doppio livello di separazione, quella dal proprio io più profondo e quella dal resto dell’ecosistema.
La #Sclerodermia, la percezione di un intrappolamento in una situazione di separazione dolorosa e senza apparente soluzione, come al solito, da se stessi o dal resto del contesto sociale.
L’#Acne può essere sostenuta da sentimenti di paura o, all’opposto, rabbia sostenuta da un complesso di inferiorità, scatenate la mancanza di considerazione sociale. Talvolta addirittura dalla semplice richiesta simbolica di consenso e protezione familiare.
Non a caso infatti, questa è una patologia tipica dello stato infanto-giovanile, quasi sempre si attenua, di pari passo con la crescita ed emancipazione.
Tale patologia nell’adulto, può, classicamente comparire in presenza di conflitti familiari, ma anche sociali o nel gruppo delle amicizie. In questi, la percezione di una separazione reale o solamente intuita, rievoca lo stato di instabilità emotiva adolescenziale.
In #campo #aurico, l’Io Pelle si situa nel #Primo Chakra (protezione, confini), Corpo Aurico Fisico, #Secondo Chakra (centrale energetica emozionale), Corpo Aurico Emozionale e #Quinto Chakra (espressione o contenzione emozionale, contatto eterico), Corpo Aurico Doppio Eterico.
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