Un’ altra bella iniziativa barese la si deve alla prof.ssa Annamaria Sallustio, già docente di pianoforte al Conservatorio di Bari e socia emerita del Circolo Unione; quel circolo che, non dimentichiamolo, sovrasta proprio il luogo d’eccellenza della musica pugliese qual è il teatro Petruzzelli. Ebbene, nel salone delle Muse si sono esibite due fanciulle in fiore, due ‘meridionali’ doc come la materana (pianista) Giulia Olivieri e la salernitana (violinista) Annastella Gibboni in una bella serata che ha mostrato i progressi della ‘musica colta’ italiana e ben al di là dei Maneskin. Naturalmente abbiamo avvicinato la Gibboni a suo fratello, Giuseppe, il quale ha recentemente vinto il prestigioso Premio Paganini e ben dopo ventiquattro anni dall’ultimo italiano che c’era riuscito, Giovanni Angeleri, di cui si son prese le tracce; a differenza di un altro pugliese come il salentino Massimo Quarta, che continua la sua carriera mèmore della sua maestra, un’altra pugliese-barese indimenticata e indimenticabile da tutti noi come è stata Bice Antonioni.

Dunque il concerto a due del 7 novembre all’Unione si è distinto per un programma molto diverso e diversificato in quanto la pianista materana Olivieri ha suonato il pianoforte parafrasando alcuni motivi tratti da colonne (Love Theme di Nino Rota dal bellissimo film Giulietta e Romeo regìa di Zeffirelli del 1968) o arie operistiche tratte e ritrascritte per la tastiera da Bohème, Tosca, Gianni Schicchi; mentre la seconda performance era tutta nelle piccole mani oltremodo virtuosistiche della Gibboni che si è cimentata in una esecuzione molto rara, come sono i 24 Capricci di Paganini, che lei ha scelto di eseguire in numero di cinque. Una bella impresa che ci sembrava a prima vista temeraria visto che quelle pagine rappresentano addirittura una prova obbligatoria per il conseguimento del diploma superiore di questo strumento, secondo gli attuali programmi ministeriali. Noi stessi, da violinista dei miei, altri tempi, li abbiamo temuti e studiati senza sosta e con appena accettabili risultati…  

La Gibboni viene da una famiglia di violinisti, a cominciare da suo padre il suo primo maestro, per finire alla sorella gemella oltre che al fratello Giuseppe neovincitore del premio Paganini. La temibile esecuzione da lei presentata all’Unione di alcuni Capricci si è rivelata tale, ma la Gibboni sister si è difesa alla grande infiammando alla fine il folto pubblico presente con le difficilissime Variazioni paganiniane sull’Inno Inglese-God save the king. Da sottolineare che Paganini era anche un provetto chitarrista componendo anche per questo strumento (e sarebbe bello ascoltarne in seguito qualche brano), come del resto ha scritto altre variazioni violinistiche da opere di Paisiello e Rossini. Il concerto si è concluso con un breve duetto, violino e pianoforte, quando le brave fanciulle in fiore hanno eseguito il tema principale tratto dal film Mission che Ennio Morricone aveva composto nel 1986 per il film di R. Joffè con protagonista uno strepitoso Bob De Niro.

(Prof. Pierfranco Moliterni)

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