Fa uno strano effetto constatare, anche se a distanza di pochi giorni e di luoghi molto diversi tra loro, di come la Puglia della musica si stia muovendo bene e lo faccia anche in questi difficili momenti del (quasi) post Covid. Non può quindi non far piacere leggere del concerto tenuto a S. Pietroburgo, il 3 giugno, dalla Orchestra della “Fondazione Petruzzelli” nella piazza antistante il famoso Ermitage della zarina Caterina II con musiche di Verdi, Rossini e Martucci. Era in scena l’economia a braccetto con la musica di qualità grazie alla idea della Regione Puglia con Michele Emiliano che guidava la delegazione pugliese partecipante allo Spief-il Forum economico: si voleva così sottolineare che l’arte accomuna da sempre i popoli europei. E’ questo  un dato storico che affonda le sue radici nella storia del ‘700 e sin dai ai tempi della zarina Caterina II quando ella volle affidare le sorti del proprio teatro di corte a musicisti italiani come il bitontino Tommaso Traetta, e poi al tarantino Giovanni Paisiello il quale risiedette a Pietroburgo per ben nove anni e lavorò ad opere come il suo Barbiere di Siviglia che venne rappresentato nel 1782 proprio all’Ermitage, in presenza della zarina la quale, si dice, solitamente sbadigliava ad ascoltar musica ma che in quella occasione si divertì, e non poco.

Bisogna tuttavia subito sottolineare che tutto questo baillame politico-economico-musicale non avrebbe senso compiuto se alla base poi non ci fosse un movimento in grado qui da noi, nella provincia barese, di dare sostanza duratura ad ‘eventi’ che forse lascerebbero altrimenti il tempo che trovano. E’ quanto abbiamo verificato lo scorso 26 maggio, ma non nella splendida Pietroburgo laddove, di lì a poche settimane, stava per esibirsi la orchestra del ‘gran Petruzzelli’; bensì qui da noi, a Rutigliano, la ben più modesta cittadina alle porte di Mola di Bari ma molto vivace per tutta una serie di iniziative come quella che stiamo qui descrivendo.

Si celebrava dunque la Giornata dell’Arte della scuola secondaria di I grado “A. Manzoni” (dirigente Maria Melpignano) dal tema: «Viaggio fra la musica da film e l’arte contemporanea da Rota a Pascali». Il fatto molto importante è che i suoi quasi duecento alunni frequentanti sono stati in quel giorno coinvolti (era il giorno della loro liberazione dalle angustie del covid) in una esposizione e in un concerto organizzati dal Dipartimento delle Arti e dello Sport coordinato dalla prof. Caterina Pulito, lei pronta a scandagliare i rapporti tra arti visive (Esposizioni di disegni e installazioni ispirati alle opere di Pino Pascali) e Musica colta per film. L’orchestra di 40 giovani alunni-esecutori suonava, su altrettante tastiere, brani di Nino Rota e Ennio Morricone (Amarcord, Romeo e Giulietta, Giù la testa, C’era una volta il west, Nuovo Cinema Paradiso per duo flauto-pianoforte); gli studenti rutiglianesi hanno poi dialogato di Nino Rota e hanno letto il testo “Pino e il delfino” di Vito De Benedetto dopo aver inaugurato una piccola mostra di liuteria sita al piano terra della loro scuola media.

Non possiamo dunque non esaltare entrambi quegli avvenimenti se essi sono opportunamente messi nella loro successione contenutistica ed educativa. E’ proprio il caso allora di simboleggiare la Rutigliano della musica come un avamposto della felice Puglia, quella che non a caso Federico II chiamava la sua Apulia felix!

 

(prof. Pierfranco Moliterni- già docente di Storia della Musica alla Univ. di Bari)

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