di Stefano de Carolis

Il settore più complesso e vasto nell’arte cristiana è quello riferito alla figura sacra della Madonna. La sua figura ha suscitato da sempre la devozione popolare, che a sua volta ha determinato una grande e diversificata quantità di immagini che rendono la classificazione estremamente complicata.

Un aiuto per classificare le iconografie mariane, è quello di basarsi sui titoli, cioè l’attributo che si accompagna al suo nome, per specificarne le caratteristiche o invocarne il particolare patrocinio. Questi titoli sono sorti nel corso del tempo sulla base delle definizioni dei Padri della Chiesa, della venerazione tributata a specifiche immagini sacre, a preghiere litaniche, e a presunte apparizioni di Maria.

La nuova statua della SS. Beata Vergine Maria Ausiliatrice, che sarà venerata nella città di Turi, nella chiesa a lei dedicata, rappresenta l’iconografia della Vergine Maria con suo figlio Gesù a braccia aperte.

Il titolo di Madonna Ausiliatrice “Auxilium Christianorum” si ebbe con l’invocazione di Papa San Pio V, che le affidò le armate nella famosa battaglia di Lepanto, vincendo la grande flotta musulmana, e liberando l’occidente e la cristianità dalla secolare minaccia turca. 

 

Il simulacro della Madonna, è opera del maestro Marco Epicochi, cartapestaio leccese, ed è stato commissionato da Don Giuseppe Dimaggio, Parroco della chiesa Maria SS. Ausiliatrice di Turi.

il maestro Marco Epicochi, cartapestaio leccese

La nobile e antica arte della cartapesta, si diffuse nella città di Napoli verso la fine del ‘500. In quel tempo la cartapesta non era molto diffusa, basti pensare che nella seconda metà del 700 i maestri cartapestai che operavano a Napoli erano circa cinquanta, mentre in Puglia, in particolare nella città di Lecce e nella sua provincia, le botteghe artigianali operanti, erano solo cinque.

Tuttavia nei primi anni dell’800 nell’intero regno di Napoli si ebbe, soprattutto per la committenza ecclesiastica, la massima diffusione della cartapesta, con il fiorire di numerose botteghe artigianali che trasformavano materiali poveri in autentiche opere d’arte. Questo fu possibile grazie alla sua facilità nel plasmarla e alle sue peculiarità quali la leggerezza e duttilità, e soprattutto grazie al suo costo nettamente inferiore rispetto ad altri materiali utilizzati. Altro fattore determinante e vantaggioso fu il peso ridotto delle statue, realizzate con tale materiale, il quale rendeva più pratico e comodo il trasporto a spalla durante le processioni liturgiche nelle ricorrenze religiose.

La cartapesta è un materiale che resiste nel tempo, ed è ottenuto tramite la macerazione in acqua dei frammenti di carta, finemente pestati fino ad ottenere una pasta morbida e liscia, e successivamente plasmata con la tecnica della sovrapposizione di più fogli di carta e colla. In passato veniva utilizzata anche carta pregiata, ottenuta da fibre di lino e collanti naturali, materiali che hanno assicurato lunga vita a molte opere d’arte.

Maestro Epicochi come nasce un simulacro in cartapesta?

“Un simulacro in cartapesta nasce con una ricetta di base, la passione!!

Si inizia a lavorare la testa, le mani e i piedi modellando con cura l’argilla. Poi, una volta asciutta, la si porta in cottura all’interno di un forno che raggiunge i mille gradi C°. Successivamente si inizia a sagomare il manichino, composto da una struttura in filo di ferro e la parte anatomica realizzata in lana di legno “paglia”. Poi si realizza una solida base in legno con un fulcro centrale dove verrà ancorato il simulacro. Ottenuto questo primo risultato, si assemblano tutte le parti della statua, e a questo punto il maestro cartapestaio diventa un abile sarto, realizzando gli abiti e gli accessori per la statua, rendendoli più realistici possibili. Una volta asciugata l’intera statua, si passa alla lavorazione con il fuoco, la “fuocheggiatura”. La tecnica consiste nella modellatura della statua in cartapesta, utilizzando alcune stecche in ferro arroventate nel fuoco alimentato da carboni. Dopo questa delicata operazione, si passa alla “gessatura”, tecnica necessaria a rendere la statua più consistente, dando un effetto marmoreo. Infine con la pittura ad olio, si completa l’opera realizzando tutte le decorazioni necessarie per l’intera statua”.

L’impostazione artistica della statua nasce dalla richiesta del committente o è frutto di ispirazione artistica?

“L’opera in cartapesta mi è stata richiesta dal committente, il quale mi ha dato alcune linee guida. La mia ispirazione artistica nasce dall’amore che mi distingue verso questa antica e meravigliosa arte, sin da quando avevo l’età di sei anni, allorquando, mi approcciavo grazie all’insegnamento delle sapienti mani di mio nonno. L’opera in questione è una Madonna Ausiliatrice ed è alta m.1.85. E’ un opera che ho personalizzato dando il senso del vento, e i tratti somatici sono molto attualizzati ai giorni nostri. Lo sguardo della Madonna e del Bambino sono suggestivi grazie all’inserimento degli occhi in cristallo che rendono i visi ancora più aggraziati”.

La nuova statua della Maria SS. Ausiliatrice, che sarà venerata nella città di Turi, è il frutto di fede della benefattrice Sig.ra Saveria di Puppo, nonna Rina, la quale con generosità ha voluto fare dono alla Chiesa e all’intera comunità turese, a memoria di Costantino Cataldo suo consorte.

Domenica 16 maggio 2021, alle ore 19,  durante la solenne celebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Giuseppe Favale, Vescovo della Diocesi di Conversano-Monopoli, impartirà la Santa benedizione alla nuova statua della Madonna Ausiliatrice, “Aiuto dei Cristiani”.

Don Giuseppe Dimaggio parroco della chiesa SS. Ausiliatrice di Turi, committente della nuova statua della madonna.
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