di Piero Fabris

Pierfranco Moliterni: Nino Rota, l’ingenuo candore di un musicista” (Collana i Formiconi. Radici Future Produzioni. Pagg.140. €14,00)

Il testo di Moliterni è illuminante e rigoroso. Pur utilizzando in qualche pagina termini chiari a quanti conoscono il linguaggio musicale, il lavoro è accattivante e scorrevole. Magicamente intenso! Si coglie fin dalle prime pagine la passione dello scrittore per la divulgazione della cultura musicale. Le sue pagine, dense, sono un invito a riascoltare tutta l’opera del compositore Nino Rota con un orecchio attento alla profondità del suo impegno artistico. Il libro è un ausilio alla comprensione dello spirito del tempo, ovvero all’ambiente culturale nel quale il maestro Nino Rota si è mosso, realizzando una musica che diffondesse armonia, congiunzione tra gli esseri umani. L’autore riesce a trasmettere tutto lo spessore del musicista che al camuffare, adattare, preferisce rielaborare tutta la musica che gli scorre nelle vene per vestire con fluidità poetica ogni composizione. Musica colta? Musica per marcette da banda musicale? Musica da Film che offende i guardiani, intenditori snob, della musica che conta? E intanto il visionario candore, con puntuali richiami, soffia sugli scaffali di tutte le sinfonie impolverate, per restituirle al grande pubblico in tutto il suo vigore. Tutto l’impegno musicale di Rota va letto come sforzo pedagogico che schiude ai valori, quelli che le note senza diaframmi, trasmettono. I capitoli del saggio non solo ci offrono notizie della vita del milanese/pugliese; un elenco della sua produzione, ma la sua umanità e attenzione ai talenti per i quali si adoperava perché avessero strumenti e luoghi dove le proprie potenzialità potessero avere cassa di risonanza. Nino Rota, quindi, non come un uomo ripiegato sugli spartiti, ma un curioso, attento alla vita per la quale si fa riflesso e ambasciatore del candore di cui il pianeta musicale ha bisogno, per guardare lontano.   

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