A seguito dell’articolo pubblicato nel mese di ottobre 2020, dal titolo: “l’antico lago di Turi e la sua grave” a firma di Stefano de Carolis, questi, in accordo con il Prof. Alessandro Reina e con l’amministrazione del Comune di Turi, si è deciso di avviare un lavoro di indagine tecnico – scientifica sul sito denominato largo dei Pozzi di Turi. 

Il Prof. Reina, geologo, è docente e ricercatore presso il Politecnico di Bari, direttore scientifico delle grotte di Castellana, nonchè direttore responsabile della rivista ufficiale del Consiglio Nazionale dei Geologi “Geologia Tecnica e Ambientale”.

Oggi 25 gennaio 2021, nel Largo dei Pozzi di Turi si  si sono svolte le indagini georadar, con il rilievo topografico nell’area oggetto di indagine. Presenti il vice sindaco, l’assessore ai lavori pubblici e i tecnici del Comune di Turi.

Tali indagini avranno un duplice obiettivo:

valorizzare la testimonianza storica;

valutare la potenziale pericolosità geologica dell’area oggetto di indagine.

Il georadar permetterà il riconoscimento delle eventuali strutture antropiche (antichi pozzi e cisterne presenti sotto la piazza). Inoltre Il rilievo topografico permetterà la collocazione precisa delle stesse.

Attraverso il rilievo diretto con l’ausilio dei profili georadar sarà possibile capire se in relazione alla stabilità dell’area siano necessari interventi di mitigazione del rischio idrogeologico dell’area.

I risultati della complessa ricerca tecnico – scientifica e storica, quest’ultima sarà a cura di Stefano de Carolis, saranno pubblicati nella rivista ufficiale del Consiglio Nazionale dei Geologi. il lavoro di indagine con georadar, è stato incaricato dall’Amministrazione del Comune di Turi.

La testimonianza di Vito Grazio de Grisantis, raccontata nell’articolo: “…vidi partire da largo pozzi una tromba d’acqua che andò in alto quanto l’altezza del campanile, dopo ricadde facendo un rumore spaventoso…” (apertura della grave nel 1919), oltre ad essere precisa per la dovizia di dettagli e drammatica per la forte esperienza vissuta, ha un altissimo valore scientifico: costituisce, forse, la vera prima descrizione di un fenomeno raro ma diffuso in tutto il mondo che si chiama Sink hole, ovvero lo sprofondamento improvviso di una porzione di superficie del terreno.

Prima dell’evento catastrofico, raccontato dal De Grisantis, la presenza dell’acqua, sfruttata per secoli, attraverso la realizzazione di pozzi, aveva determinato un bene prezioso e vitale per i cittadini di Turi.

Lo straordinario episodio del 1919, ci ha trasmesso un elemento estremamente importante per la corretta gestione e rispetto del territorio.

Questo lavoro di studio consentirebbe inoltre, di indirizzare con maggiore sicurezza per i cittadini, i piani di gestione del territorio e le future costruzioni nell’area.

Inoltre non bisogna sottovalutare il pregio dell’eventuale ricostruzione planimetrica delle opere sotterranee, sepolte nel passato (pozzi e cisterne) e dei manufatti che hanno contraddistinto i luoghi del passato della vita turese, i quali andrebbero ad impreziosire e a valorizzare l’antica città di Turi. 

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Di Polis Notizie

Redazione

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