C’è sempre l’occasione come questa, fortuita e non voluta, di ricordare maestri della vita musicale del ‘900, secolo delle crisi e delle guerre mondiali, il Secolo Breve come lo chiamò Hobsbaum con una definizione che ha fatto scuola. Qui da noi, a Bari, forse si sarebbero potuto meglio ricordare due maestri come Ildebrando Pizzetti [1880-1968] e Nino Rota (1911-1979) i quali sono vissuti anche artisticamente proprio nel ‘900 e hanno influenzato la Grande Musica a loro modo, cioè secondo stili personali che hanno lasciato tracce sino all’oggi, sino al dicembre di questo ‘anno orribile’ che si è cercato di superare organizzando la «diavoleria» televisiva dello streaming.

Il giorno 3 dicembre la Fondazione Petruzzelli ha mandato in onda un concerto sinfonico con un programma aperto da una composizione, appunto, dell’Ildebrando da Parma (Pizzetti) come egli veniva chiamato con una certa qual ironia: pezzo pianistico-orchestrale poco noto, suggerito dall’eccellente interprete di musiche del nostro tempo qual è da sempre considerato essere Emanuele Arciuli. Canti della stagione alta è il titolo dell’interessante brano pizzettiano che qui non vogliamo descrivere ma che ci dà ‘la stura’ per sottolineare una occasione mancata dalla Fondazione Petruzzelli rappresentata dalla data stessa di quel concerto streaming barese.

Infatti il venerdi 3 dicembre (ma del 1911) è il giorno della nascita del secondo nome novecentesco, quel Nino Rota famoso compositore di musica da film (Fellini, Coppola, Visconti, Zeffirelli) ma per 40 anni anche direttore del Conservatorio di Bari nonché compositore di molta musica colta di qualità. Come abbiamo noi stesso sottolineato in un nostro recente libro èdito nella collana I FORMICONI-PROTAGONISTI A SUD DEL’900 (Radici Future), Nino Rota merita una riscoperta in chiave ‘colta’ lontana quindi dalle etichettatura di “cinematografaro” che si è portato dietro inficiando tutta la mole di sue composizioni di alta qualità come quella che appunto poteva essere rappresentata dalle eccellenti mani pianistiche dello stesso Arciuli, il quale è in grado di suonare entrambi i concerti rotiani: il Concerto soirée e il concerto ‘Piccolo mondo antico’. Sarebbe pertanto stata una celebrazione natale (3 dicembre 1911- 3 dicembre 2020) ad uso e consumo dei circa mille aficianados allo streaming petruzzelliano, i quali in tal modo avrebbero potuto conoscere la qualità non-filmica della musica di Nino Rota: pugliese d’adozione ma musicista di respiro internazionale.

 

 (prof. Pierfranco Moliterni)           

Pubblicato 7 Dicembre 2020 by Polis Notizie

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