prof. Pierfranco Moliterni

Finalmente! Sì, finalmente si potrà dire quando si andrà sperabilmente ad ascoltare il bel cd della TACTUS pubblicato or sono due mesi di quest’anno 2020 e che onora al meglio alcuni protagonisti della ‘scuola organistica’ pugliese sviluppata dal XVI al XIX secolo grazie ai nomi di notevoli organisti-compositori. Essi sono stati meritevolmente riscoperti da una loro ‘collega’ dei nostri giorni, la molese Margherita Sciddurlo, la quale, forte della sua preparazione, entusiasmo e caparbietà tutta femminile, si è cimentata nel non facile compito di scavare e poi scovare nei meandri della secolare storia musicale regionale un nucleo poco frequentato perché poco conosciuto ma appartenente alla musica colta d’ogni età. Appunto, un angolo prezioso di questi musicisti regnicoli prevalentemente dediti all’opera in musica ma anche votati alle composizioni organistiche; essi rispondono ai nomi, noti e meno noti, di Greco, Rodio, Jommelli, Scarlatti, Leo, Insanguine, Logroscino, Porpora, Paisiello, Fenaroli.

Il cd raccoglie 13 composizioni di costoro e scritte per ‘il re degli strumenti’ – l’organo a canne- filologicamente dispiegato nella sua originalità quasi esclusiva qui da noi, in quanto la Sciddurlo suona ella stessa e dà loro voce avvalendosi della tastiera, della pedaliera e delle canne di uno strumento ‘raro’ qual è il Petrus de’ Simone barensis del 1747 tuttora custodito e ascoltabile nella chiesa di Santa Maria del Passo in quel di Mola di Bari. Quindi tutto si tiene, e alla grande, in questo cd raccomandabile anche proprio per coloro i quali intendano l’organo esclusivamente come strumento da chiesa, da cerimonia liturgica cioè, non sapendo invece che ‘o re delli stromienti’ è capace per sua stessa natura e conformazione di dar voce a molto ‘voci’ sulla sua tastiera, qui di 45 tasti e possibili varie combinazioni sonore (i registri) che la brava strumentista Sciddurlo combina e dà voce a suo gusto filologico e proprio piacimento estetico. Insomma, una vera e propria orchestra del suono! Una sorpresa nella sorpresa è dunque l’ascolto di alcuni brani a suo tempo composti da Gaetano Greco, da uno sconosciuto ‘gallipolino’(Pastorale), da Nicolò Jommelli (Chaconne), dalla Fuga e giga di Alessandro Scarlatti, passando dalla sonata del monopolitano Insanguine vissuto dal 1728 al 1795, dal barese Rocco Rodio e da quella di Nicola Bonifacio Logroscino (1530-1607). Tutto dà voce alla tradizione organistica pugliese-napoletana dal Rinascimento al Barocco così come la Sciddurlo nomina questo bel cd davvero imperdibile, ad onore e vanto della nostra Puglia che si dimostra essere stata molto più di provincia felix del grande Regno di Napoli.

 

      

Pubblicato 29 Novembre 2020 by Polis Notizie

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