ORGOGLIO E UMILTA’

 

a cura di Valter Fasto

“L’umiltà è la virtù più ardua da conquistare; nulla di più duro a morire del desiderio di pensar bene di se stessi. E’ stato l’orgoglio che ha trasformato gli angeli in demoni; è l’umiltà che rende gli uomini degli angeli.”

Così diceva s. Agostino in merito all’umiltà e all’orgoglio.

A tal proposito la tradizione iniziatica racconta che Lucifero era il più grande e il più bello degli angeli. Nella sua potenza cominciò a credersi uguale a Dio e volle persino prendere il Suo posto.

Questo è orgoglio: credersi uguale ad un essere che ci è superiore e volerlo spodestare.

Con ciò, ho voluto citare questo esempio per dire che se l’orgoglio ha fatto cadere il più grande degli arcangeli e che ha trascinato altri angeli nella sua caduta, a maggior ragione può far cadere dei semplici esseri umani.

E’ comunque un bene precisare che l’orgoglio è una delle contro-virtù principali del mondo dell’uomo che si separa da Dio, ma è anche una qualità dell’essere umano, poiché fa apparire la realtà di questo mondo terreno. L’orgoglio è la forza che ha costruito la realtà dell’uomo e lo spinge a  voler raggiungere uno stato superiore di coscienza. Questo è uno dei motivi per cui codesta forza o energia in sé, non è negativa, ma è necessario che essa venga padroneggiata e soprattutto equilibrata affinché l’uomo non si perda e non dimentichi che Dio è onnipresente.

Quando non si crea equilibrio e, l’uomo è preso completamente dall’orgoglio, si mette eccessivamente in mostra, vantando delle qualità che non ha in sé e mettendosi al di sopra degli altri. Questo atteggiamento determina l’allontanamento dal mondo Divino, chiudendo qualsiasi possibilità di dialogo con le intelligenze superiori perché Dio non esiste in tutto ciò. L’uomo attraverso l’orgoglio si separa dalla realtà, ne crea un’altra illusoria mettendosi al suo servizio e abbandonando completamente il servizio divino che, a sua volta, lo lascia libero di dibattersi e vivere nel suo mondo falso.

Per sfuggire all’orgoglio e padroneggiarlo, bisogna conoscere le nostre due nature: superiore (individualità) e inferiore (personalità) e imparare ad agire con la loro collaborazione. Soltanto così ci si può proteggere dall’orgoglio e, per dominarlo, bisogna riconoscerne le manifestazioni.

Dico questo poiché molti confondono l’orgoglio con l’umiltà e viceversa. Quando un uomo si comporta in modo servile davanti ai potenti, poiché si sente povero, debole, ignorante nei loro confronti, è definito un umile. In realtà non lo è poiché s’inchina al potente solo per debolezza o necessità, infatti se a quest’uomo viene data un po’ di ricchezza, la quale dà forza e vigore, allora si potrà constatare se realmente costui è umile. Infatti, quanti, appena possiedono i mezzi per imporsi, cambiano completamente atteggiamento e addirittura diventano vendicativi nei confronti di chi, secondo loro, ha fatto dei torti.

Il vero e autentico umile, invece, pur ricevendo fortuna e potere, rimane comprensivo e accessibile. Essere umile non vuol dire certo sentirsi inferiori agli altri, né sottomettersi o arrendersi ma semplicemente, conoscere i propri limiti, accettarli e magari cercare di migliorarsi attraverso le azioni e, grazie all’arricchimento interiore, mantenere il legame con il mondo Divino il quale dà Forza, Luce e Saggezza.

Per capire meglio, paragoniamo l’uomo umile ad una valle bagnata dall’acqua che scende dalle sommità dei monti per rendere fertili le pianure; egli riceve le forze che provengono dalle montagne, per cui conosce l’abbondanza. L’orgoglioso invece che crede di dipendere solo ed esclusivamente da se stesso, dimenticando l’origine e la vera fonte delle energie che si manifestano attraverso esso, prima o poi finirà per perdere tutto.

Bisogna comprendere quanto l’umiltà sia ricca in sé come virtù. Essa è una forma d’intelligenza, la quale ci permette di riconoscere che esistono al di sopra di noi degli esseri che ci superano, capaci di capire le cose in modo più chiaro, più puro e divino.

Solo un uomo ricco di orgoglio in maniera spropositata può credere che il suo modo di vedere è assoluto. L’uomo intelligente e quindi, umile, riconoscerà di pensarla in un determinato modo in quel frangente di tempo, che può essere una settimana, un mese, un anno e così via, riconoscendo che esistono sicuramente esseri più evoluti capaci di aiutarlo e istruirlo in modo da capire e meglio comprendere.

Da ciò si evince che la saggezza, l’intelligenza e la vera Intelligenza Divina appartengono agli esseri umili, cioè a coloro che non si affidano unicamente alle elucubrazioni ossia elaborazioni del proprio intelletto. Fino a che l’intelletto parlerà, discuterà s‘imporrà e occuperà da solo tutto lo spazio in noi, il sé superiore non troverà il modo di aggiungere parole sagge. E poiché solo il sé superiore permette di vedere e comprendere il disegno divino per cui l’uomo è venuto sulla Terra e di poterlo realizzare, prodighiamoci a coltivare quell’umiltà che ci consenta di proiettarci oltre l’intelletto in modo che l’essenziale non rimanga marginale a noi e in modo che, il sé superiore si manifesti a noi.

Allora, un invito a lavorare incessantemente e sinceramente alla trasformazione del proprio modus di vivere cercando di non essere trascinati dai nostri desideri inferiori, cosicché il mondo Divino possa arrivare a noi in forma pura; solo così lo splendore dell’universo apparirà agli occhi meravigliati dell’intelletto.

Ispirato dal Vangelo di Gabriele “Le 22 tappe dell’Iniziazione” di Olivier Manitara  

Valter Fasto – “Ierogrammata (Scriba Esseno)” e Discepolo di Olivier Manitara, Maestro esseno e Rappresentante mondiale della Tradizione e Religione Essena   

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