Un quartiere ‘Libero’ e forse alla riscossa.

 

(prof. Pierfranco  Moliterni)    

Pur parlando di musica, noi che siamo nati proprio qui, a Bari, nel quartiere Libertà immediatamente a ridosso della chiesa del Redentore da sempre gestita dai Salesiani di don Bosco, non possiamo non risalire alle sue origini.

La parrocchia del “Redentore” venne inaugurata il 29 aprile 1935 e  successivamente, il gennaio 1974, è stata eretta come una delle più grandi dell’Arcidiocesi di Bari – Bitonto dislocata su un vasto territorio, per chi conosce la città, compreso tra le vie Brigata Bari, via F.sco Crispi, Via Crisanzio, Via Manzoni, C.so Italia e Via Martiri d’Otranto. Il Redentore dei Salesiani si è sempre distinto per l’opera di vicinanza e di educazione al corretto vivere sociale dei bambini, dei ragazzi, di adolescenti e giovani qui residenti, in un quartiere dunque periferico, abitato da gente ‘popolare’ e quindi difficile: questa è stata la primaria missione (non solo cristiana e cattolica) dei Salesiani i quali hanno sempre aperto le porte del loro Istituto a quanti volevano cimentarsi con lo sport ma anche con la musica, il cinema e il teatro, discipline sentite come mezzo per avvicinare Dio, certamente, ma anche come formidabili suggelli di sana civiltà e di sano vivere in comunità.

Alcuni nomi di quei giovani …d’altri tempi, ci aiutano a capire quel ruolo prezioso e ineludibile che oggi forse tutti rimpiangiamo. Ad esempio Genny Nuziante (il regista che ha inventato Checco Zalone e i suoi film, nonché Toti e Tata) è nato proprio nel quartiere Libertà a poche centinaia di metri dal Redentore; e così dicasi di atleti come Biagio Catalano giocatore ’della Bari’ degli anni ’60; oppure di musicisti come Paglionico, Ceci, Moliterni, Fabris tutti, ora, stimati docenti di università e di Conservatorio ma già allievi dell’indimenticato m° Michele Samele, un salesiano ‘laico’ del Redentore.

Ha fatto quindi bene il ‘Collegium Musicum’ e il suo direttore, il m° Rino Marrone, ad esibirsi, mercoledi 16, nel grande cortile dell’istituto dei Salesiani, in un concerto tutto ideato e incentrato sulla lettura del Pinocchio di Collodi affidata alla voce ed alla verve di Antonio Stornaiolo, il quale riprendeva il testo collodiano con l’aggiunta, preziosa, delle musiche a suo tempo scritte da Fiorenzo Carpi, colonna sonora del bella serie televisiva di Luigi Comencini del 1971.

Musica che, per l’occasione barese, per questa occasione, era stata rielaborata da Salvatore Sica ‘ad usum’ del Collegium e dei suoi impareggiabili musicisti. Tra i quali ci piace per lo meno citare due di essi: sono due signorine, due donne, che hanno nome di Natalia Bonello e di Wu Hsueh: loro suonavano benissimo il flauto dolce e il contrabbasso, qui circondate dagli altri dieci colleghi esecutori del Collegium. Tutti uomini, rigorosamente uomini, ma al loro servizio!

 

 

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