LO SPIRITO DELLA VECCHIAIA

 

di Valter Fasto

La vecchiaia è un argomento molto importante da affrontare poichè da un lato, è una cosa che spaventa e dall’altro, nella cultura attuale non è considerata come si dovrebbe.

Essa spaventa perchè è vista solo come una perdita di abilità mentali e fisiche e quindi, limitante nell’esecuzione di molte attività che in età giovanile si svolgono con estrema semplicità e naturalezza. Ovviamente i due aspetti sono estremamente connesssi poichè se si considerasse la vecchiaia dal punto di vista spirituale, intendo come crescita in saggezza, non si avrebbe timore di affrontarla.

Con questo voglio dire che se durante il percorso di vita, ognuno di noi non si limitasse solamente a viverne l’aspetto materiale, ma coltivasse anche e soprattutto la crescita spirituale, non ci preoccuperemmo di non poter più soddisfare determinate cose che in giovinezza sono la priorità: sesso, vita mondana, passioni estreme, etc. etc.

Un tempo la vecchiaia era sinonimo di saggezza, infatti i giovani, guardando le persone anziane, potevano vedere e toccare la forza che irraggia naturalmente da una persona che ha consacrato la vita alla bontà, alla fioritura e all’elevazione dell’anima. Oggi, purtroppo, la gioventù è turbata di non vedere più una vera vecchiaia ed è per questo che non rispetta più nulla e vive in una situazione incerta poichè, la giustizia e la saggezza sono sparite dalla nostra cultura e dalle relzioni tra gli uomini.

Infatti attualmente si sente spesso dire di approfittare della vita finchè si è giovani, poichè dopo con l’avvento della vecchiaia si andrà incontro ad una sorta di annientamento che farà rimpiangere ciò che in gioventù non si è fatto. Questa attitudine, in realtà erronea, distugge lo spirito della vecchiaia e la sua essenza, con questo voglio dire che se è vero che in gioventù la forza corporea è importante, in vecchiaia lo spirito ne è la priorità. Quindi la vita altro non è che un percorso di spiritualizzazione della materia.

Se non si accinge a questo tipo di cammino, cioè senza crescita della forza spirituale, allora sì che la vecchiaia può essere dolorosa perchè si rimpiange ciò che è stato. Un persorso di crescita spirituale invece, matura uno spirito nei confronti della vecchiaia ben diverso, infatti la si guarda come un’età di bontà, di saggezza, di dolcezza, di amore sottile e di bellezza nascosta (la bellezza interiore).

Lo spirito della vecchiaia è un dono di saggezza, di giustizia, di presenza di Dio, un dono prezioso che apre ai giovani il vero cammino della vita. Naturalmente solo l’uomo che si è allenato e preparato durante tutta la sua vita, possiede questo dono cioè trasmettere a sua volta la Fiamma Sacra dello Spirito di Dio presente nell’uomo.

Effettuare questo percorso di preparazione alla vecchiaia non significa reprimere ma spostare le proprie energie su livelli superiori. A questo proposito molti psicologi hanno parlato di repressione giungendo alla conclusione che è bene sfogarsi poichè il contrario potrebbe creare dei blocchi in sé.

In certe circostanze questo può sembrare la soluzione ottimale, ma in realtà conduce verso un abisso senza fondo.

Dico questo perchè un tale comportamento porta a sprecare le proprie energie e a non far nulla di positivo per la propria vita se non determinare la schiavitù dei sensi, provocando una repressione maggiore, una delusione, una tristezza nella vecchiaia. Con questo non voglio negare l’importanza della repressione, ma di porre attenzione sulla vera natura dell’uomo che non è fisica ma spirituale.

Quindi vivendo unicamente nella natura inferiore, l’energia viene privata della sua collocazione verso livelli superiori, per cui non potendo crescere e fiorire si determinano blocchi che di conseguenza generano bisogni, voglie e desideri materiali.

Quando invece un uomo vive un’esperienza spirituale, l’energia è sublimata, sale verso i centri psichici superiori e alimenta lo spirito della vecchiaia. In questo modo non c’è nessuna repressione poichè la plenitudine o pienezza spirituale è raggiunta.

La vecchiaia e la giovinezza sono due spiriti presenti in ogni uomo che non l’abbandonano mai.

Il ruolo di una sana cultura e di una psicologia iniziatica, sta nel farli coabitare armoniosamente dentro ogni uomo e al di fuori di esso cioè nel mondo esteriore, nelle relazioni e rapporti con le altre persone e con le generazioni, evitando quei conflitti dettati da una malattia dell’anima.

Per concludere, colui che ha coltivato la crescita spirituale, in vecchiaia gusterà sempre più la forza dell’anima che ha accumulato durante il suo percorso di vita, effettuando un lavoro quasi magico per se stesso e per il bene di tutti gli esseri. La sua vita in vecchiaia continua ad essere utile, ricca, prospera e fiorente tanto che il suo spirito della giovinezza non lo lascia mai.

Tratto dal libro “La Forza di essere Sè” di Olivier Manitara

Valter Fasto – “Ierogrammata (Scriba Esseno)” e Discepolo di Olivier Manitara, Maestro esseno e Rappresentante mondiale della Tradizione e Religione Essena

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