L’ALBERO E L’UOMO

 

di Valter Fasto

Il primo tempio della Terra è stata la foresta, il luogo d’eccellenza dove la natura impervia senza limiti e ostacoli. L’albero è il re della foresta: è colui che sostiene il cielo e feconda la Terra. 

La Saggezza Essena identifica l’albero all’uomo e la foresta all’intera umanità. L’albero manifesta ciò che l’uomo deve essere nella vita interiore.

Secondo Omraam Mikael Aivanhov le radici corrispondono per analogia allo stomaco dell’uomo poichè gli permette di nutrirsi e, al sesso che gli permette di riprodursi.

Il tronco invece è rappresentato dai polmoni e dal cuore, quindi il sistema respiratorio e il sistema circolatorio. Nel tronco, la corrente discendente trasporta la linfa elaborata che nutre l’albero, mentre quella ascendente trasporta la linfa grezza fino alle foglie, dove viene trasformata. La stessa cosa accade in noi con la circolazione arteriosa e venosa: la prima trasporta sangue puro e ricco di ossigeno e nutrimenti, la seconda sangue impuro e quindi carico di scorie e di anidride carbonica. I due sistemi lavorano insieme in maniera sincronica per la conservazione dell’albero umano.

Le foglie, i fiori e i frutti corrispondono alla testa. Tutti i pensieri rappresentano i frutti dell’uomo che li produce attraverso la testa. In ogni caso ogni parte dell’albero è collegata sincronicamente al resto. 

L’albero inoltre, ha corrispondenze anche con i nostri diversi corpi. Le radici corrispondono al corpo fisico, il tronco al corpo astrale e i rami al corpo mentale. Corpo fisico, astrale e mentale, i quali ci permettono di agire, di sentire e pensare, costituiscono la nostra natura inferiore cioè la personalità.

Il corpo causale invece corrisponde alle foglie, il corpo buddhico ai fiori e il corpo atmico ai frutti. Questi formano la triade superiore, cioè l’individualità, atraverso cui l’uomo può pensare, sentire e agire nei piani superiori. Per concludere, quindi, simbolicamente l’essere umano rappresenta l’albero nella sua completezza ma è bene sapere che, per far spuntare dei fiori in sé, si deve lavorare sodo, possedere un grande sapere e sacrificare molto tempo affinchè i fiori sboccino, emanino i loro profumi e diano i loro frutti. I frutti altro non sono che le opere delle varie virtù, tra cui Amore, Saggezza e Verità.

L’albero dalla profondità della Terra, attraverso le sue radici, cresce verso l’infinito, verso la Luce, la bontà. Fondamentalmente l’albero tende verso l’invisibile ma, esso struttura anche il mondo visibile conferendogli la vita e, per questo motivo la Tradizione Essena lo ha associato all’Angelo della Vita.

Inoltre sono paragonati ai grandi alberi della foresta, i grandi Maestri, i quali sono Anime che si incarnano in un corpo per illuminare gli uomini e le donne sul cammino della consapevolezza, per raggiungere l’agognato risveglio. Essi cercano di condurre l’uomo verso un’unica direzione, verso la Tradizione, verso un unico insegnamento che è la Saggezza Essena, verità assoluta, forza vivente, la quale ci chiama ad elevarci e a crescere al di là del conosciuto e a costruirci un corpo che ci permetterà di apparire e crescere in un altro mondo. Solo così comprenderemo il vento che soffia tra gli alberi, il quale altro non è che l’insegnamento della Luce trasmessa dai grandi Saggi. 

La porta di questo mondo è rappresentata, nel mondo degli uomini, dalla Ronda degli Arcangeli e, solo attraverso Essa che si diventa Esseno e si osserva la Terra per quello che è: un granello di sabbia. 

L’uomo per crescere ed evolvere deve avere delle radici viventi, un tronco stabile e potente, foglie che respirano in armonia col Tutto e, fondamentalmente deve dare dei frutti poichè questa è la chiave della vita bella e utile, della fecondità, intesa come cambiamento ed evoluzione. Ogni giorno attraverso i nostri pensieri, le nostre parole, i nostri atti, gettiamo semi, dei quali solo pochissimi diventeranno alberi e ancor meno riusciranno a dare frutti e ad inseminare la Terra, per cui dobbiamo essere coscienti della vita che conduciamo. 

Se ci accorgiamo che alcuni di questi semi, imboccano il cammino della germinazione e della crescita, bisogna consacrare uno spazio-tempo nella nostra vita per accompagnare nel cammino di crescita questa semina, affinchè si creino tutte le condizioni per permettere a questi semi di germogliare e sbocciare a vita nuova. 

L’origine degli alberi da frutto è l’amore puro e impersonale degli uomini verso il Padre della Vita e della Luce. I frutti del bene provengono sempre dal mondo Divino al contrario quelli del male provengono dal mondo dell’ uomo, il quale cerca solo il suo benessere materiale, quando in realtà l’unica cosa che comporta problematiche nella sua vita è l’allontanamento dal mondo Divino.

L’uomo dev’essere creatore e offrire i suoi futti ai regni minerale, vegetale, animale, umano e Divino. Ovviamente in base alla sua coscienza e orientamento, l’uomo che è l’Albero della Conoscenza, produce e dona frutti di Luce (il Bene), o frutti di Tenebre (il Male).

Per concludere, quindi, noi uomini dobbiamo lavorare su noi stessi e dopo aver mangiato un frutto, dobbiamo piantare il suo nocciolo per dare ad altri cuori, la possibilità di rallegrarsi dell’albero ricolmo di frutti maturati al sole. 

Con questo voglio semplicemente dire che è fondamentale seguire la parola e l’insegnamento dei Maestri di Luce affinchè diventino per noi e per l’intero Universo portatori di sementi buone.

Tratto dal libro “Mio fratello l’Albero” di Olivier Manitara

Valter Fasto – “Ierogrammata (Scriba Esseno)” e Discepolo di Olivier Manitara, Maestro esseno e Rappresentante mondiale della Tradizione e Religione Essena

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