IL COLLEGIUM MUSICUM A BARI. SI RIPARTE CON ANDANTE MA NON TROPPO

 

(di Pierfranco Moliterni)  

In questo lungo e difficile periodo socio-sanitario, si tinge di eccezionalità l’impegno con cui tre istituzioni musicali baresi hanno voluto dare un concreto segnale di ‘svolta’ e di speranza affinchè tutto (o quasi) torni alla normalità. Intendiamo per ora solo accennare a due di esse, alla Orchestra Metropolitana di Bari e alla Fondazione Petruzzelli che hanno o stanno per “squadernare” due loro esibizioni che hanno dell’eccezionale, in quanto la ICO diretta da Vito Clemente si è già esibita all’ospedale Miulli di Acquaviva, mercoledì 17 giugno, nel piazzale antistante l’ingresso del reparto Covid per ringraziare ‘a suon di musica’, si potrebbe dire, l’impegno dei medici e di tutto il personale per combattere quel micidiale virus che, ahinoi!, abbiamo tutti imparato a temere.

Per parte sua, la Fondazione Petruzzelli aveva dapprima stabilito una unica e sola data – il prossimo 30 giugno- per avviare almeno una ‘speranza’ sonora: sul podio direttoriale di orchestra di soli archi, è stata chiamata (vivaddio!) una donna, la ‘maestra’ Roberta Peroni, lei già direttrice di palcoscenico del teatro, che dirigerà musiche di Respighi, Mozart, Britten. Nata a Bari, la Peroni si è diplomata col massimo dei voti e la lode in pianoforte sotto la guida della Prof.ssa Angela Montemurro presso il Conservatorio “N.Piccinni” di Bari, in composizione nella classe del M°Gian Luca Baldi ed in Direzione d’orchestra sotto la guida del M° Rino Marrone; si è poi laureata con il massimo dei voti in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Bari.  Il concerto era stato dapprima ‘riservato’ a soli 200 spettatori (ingresso gratuito su prenotazione), ma poco dopo, visto l’alto numero di adesioni, lo si è voluto ‘prolungare’ per altre quattro serate di seguito. Prova provata che la fame di musica dal vivo è rinata, alla grande, dopo questa bruttissima storia del block-out di tutte le attività musicali dei teatri lirici.

Per la verità, il via a questo fatidico ‘trittico’ era stato dato appunto da tre istituzioni culturali cittadine e dai loro responsabili nelle persone del m° Rino Marrone (Collegium), del prof. Ennio Scandale (Accademia Pugliese delle Scienze) e della dott. Annalisa Rossi (Soprindenza Archivistica di Puglia). L’appuntamento all’aria aperta, con i soliti ‘benedetti distanziamenti’ tra esecutori stessi e pubblico di massimo 70 persone a sedere, era a Villa La Rocca, il 21 giugno, data questa non casuale perché il tutto il mondo essa resta, come sappiamo, la data del Solstizio d’Estate ma anche la data della Festa Int.le della Musica! Quale viatico allora meglio di questo per sperare che tutto prima o poi possa ritornare un po’ come prima? Il programma per soli archi del Collegium (giunto alla sua XXV stagione: è nato infatti nel lontano 1995) vedeva Marrone dirigere musiche di Mozart, Mendelsshon, Messa (prima esecuzione in assoluto) e Britten. A questo punto non  possiamo sottolineare almeno tre interessanti  concomitanze che danno senso al tutto.

Primo: il programma ‘primigenio’ del Collegium e di Marrone, prevedeva la famosa Simple Symphony che Britten aveva scritto a soli 19 anni, musica stupenda piena di richiami popolari (scozzesi) resa ancora più celebre dal suo secondo movimento- Playful Pizzicato– in cui tutti gli esecutori poggiano per terra i loro archetti e, appunto, ‘pizzicano’ le corde dei loro strumenti (violini, viole, celli, bassi) con un tema ineguagliabile.

Secondo: sia il Collegium che l’Orchestra di soli archi del Petruzzelli si reincontreranno, a distanza, il prossimo 30 giugno quando l’uno di esibirà ancora un’altra volta nella Cattedrale di Bari, mentre la Peroni continuerà nella sede del teatro di corso Cavour le repliche del concerto.

Terzo: i due direttori della orchestra di (soli) archi si conoscono da una vita in quanto, come detto, il m° Rino Marrone è stato il docente di direzione d’orchestra, a Bari-Conservatorio, proprio della Pieroni… Insomma, tutto torna e tutto si tiene nel segno di una possibile ripartenza, una parola d’ordine qui da noi in Italia, dalle scuole allo sport, dal turismo ai teatri (??) oltre a parlare di rinascita economica, con progetti ambiziosi.  Ma in tutto questo parlare, progettare, promettere, ci sarà uno spazio anche per la musica? si arriverà a capire che un concerto non è solo svago e intrattenimento e che le orchestre hanno bisogno della stessa attenzione che si riserva a un’impresa produttiva di beni e servizi? E fra i sussidi che irroreranno tutte le categorie, resterà qualcosa per far finalmente partire anche la Musica?

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Redazione

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