Storia delle minoranze etnico – linguistiche tra conoscenza e valorizzazione

 
La storia delle minoranze etnico – linguistiche è una storia che ha vissuto stagioni di grandi conflittualità sul piano storico, ma anche di importanti fasi in cui il senso dell’identità viene ad essere assorbito come modello di ereditarismo  nella consapevolezza anche di una nobiltà e dignità culturale. 
 
La cultura popolare è un elemento fondamentale perché grazie ad essa la storia si intreccia con il mito. Gli archetipi, che sono il vissuto ma anche la presenza delle etnie, si lasciano ascoltare come modello identitario in una dimensione nazionale. I paesi di minoranza etnico – linguistica sono una testimonianza vivificante. Ma ci sono anche comunità, in questo contesto, che nel corso dei secoli hanno perso la loro originaria appartenenza. 

Il problema della lingua è un problema sempre attuale ed è costantemente vitale per la difesa dell’identità di un popolo. Ma non bisogna smettere di confrontarsi con i sistemi alloglotti che sono presenti sul nostro territorio nazionale. E’ certamente una questione tutta aperta. Ma chi ha una forte cultura identitaria e ancor di più una consistente letteratura basata sui valori della tradizione, dell’appartenenza,  realmente autoctoni non può temere incursioni nel campo linguistico. 

Le minoranze etnico – linguistiche, in Italia, si testimoniano attraverso una varietà di caratteristiche che presentano aspetti di ordine rituale, antropologico, storico, linguistico, appunto, geografico che danno vita alla cultura di un popolo. Ma è la lingua che permette di definire quei processi di civiltà che sono, sostanzialmente, dei veri e propri processi di identità. 
 
La letteratura lega, indubbiamente, lingua e orizzonte di appartenenza. Un popolo, infatti, si sostiene e lascia tracciati nella memoria della storia grazie alla letteratura. La letteratura, proprio in questo caso specifico, assomma nel valore della tradizione gli elementi espressivi, ovvero il patrimonio dei codici linguistici, e la tutela delle radici. Radici che richiamano modelli di appartenenza. E’ soprattutto la lingua che si porta dentro la caratterialità di un popolo, la quale costituisce l’anima e la consapevolezza di un vissuto. Le minoranze in questione non sono i “diversi”. Sono invece i portatori di istanze culturali che arricchiscono l’identità unitaria in un processo storico di integrazioni multi etnico ma che a loro volta si arricchiscono di valori consolidati sul territorio. 
 
La lingua ereditata va salvaguardata ma ci sono altri linguaggi che costituiscono una consapevolezza forte dai quali non si può fare a meno. Il linguaggio dei beni culturali diventa parte integrante di un unico progetto all’interno di una visione demoetnoantropologica. 
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Redazione

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