0 4 minuti 2 anni

L’arte di aprirsi e di chiudersi

L’educazione alla vera vita mette in evidenza il fatto che abbiamo una vita esteriore e una vita interiore. Quella esteriore è quella del corpo fisico e quella interiore è quella dei nostri desideri, dei nostri sentimenti e dei nostri pensieri. Quest’ultima è la vita psicologica e spirituale.

L’una agisce sull’altra ma la vita interiore, invisibile, è più importante perché in verità essa genera quella esteriore, visibile. Il pensiero, il sentimento precedano sempre l’azione che ne è la manifestazione, il prolungamento.

L’educazione attuale non da importanza alla vita interiore, sottile dove si trovano le cause di tutto cio’ che accade. Niente nel visibile si puo’ fare o può apparire se non esiste prima nell’invisibile, il lato notturno. E’ proprio e soprattutto lì che si deve portare la nostra vigilanza affinché di aver un minimo di maestria nella vita.

Quando degli avvenimenti si presentano nella nostra vita, fanno muovere la nostra interiorità e per poter reagire correttamente, è necessario di prendere coscienza di tutti i fenomeni interiori che viviamo, e tutto ciò che ci attraversa, che ci orienta, che ci influenza e che entra in noi.

Il mondo esteriore cerca sempre di “fecondarci”, di depositare in noi i suoi semi e vivere in noi, esistere tramite noi. In realtà, lui stesso possiede una vita interiore che sono le sue idee, i suoi progetti, i suoi concetti, ciò che lo animano, ciò che in realtà ci educa.

Quello che ci unisce a questo mondo esteriore sono i cinque sensi che sono delle vere e proprie porte alle quali non diamo spesso l’importanza che esse meriterebbero. Se sono delle porte, allora significa che le possiamo chiudere o aprire. A questo punto, il discernimento è la priorità di chi cerca di prendere la propria vita in mano. La calma è la base del discernimento, lo fa apparire ma si deve anche essere chiaro con ciò che vogliamo, bisogna essere coerenti.

Il mondo esteriore ci sollecita in continuazione e con tale attitudine ci porta fuori da noi stessi, mentre, in realtà, la nostra vita è all’interno di noi, come una mamma che porta il suo bambino. Sta noi di partorire il nostro destino… ma dobbiamo prendere coscienza e porci delle domande: “ A chi appartiene il “bambino”che portiamo in grembo?”. “E’ nato da un sistema che in noi ha visto la possibilità di mettere al mondo la sua progenie, un futuro, la sua visione della vita, oppure é nato da una coscienza risvegliata e protetta grazie alla vigilanza e alla concentrazione su un ideale elevato che ci mantiene in equilibrio e verticali?”.

L’arte di aprirsi e di chiudersi è fondamentale come lo è la cernita che operiamo sulle persone che entrano o meno a casa nostra. La nostra interiorità è un mondo intimo. Nutrendo tutti i giorni un alto e nobile ideale, essa si collegherà naturalmente ad un altro mondo, quello superiore. Abbiamo una vita esteriore, una vita interiore e a seconda delle nostre scelte e orientamenti, anche una vita superiore, quella della nostra anima e del nostro spirito. Sta a noi comprende quale “voce” vogliamo sentire, ascoltare e seguire. La libertà è la libertà di scegliere le influenze con le quali vogliamo costruire la nostra vita.

Lo studio della vita esteriore non è sufficiente. Bisogna anche studiare la vita interiore.



Alain Contaret


Rappresentante della Tradizione e Religione essena in Italia

Sacerdote esseno, ierogrammata (scriba esseno) e insegnante esseno

Esperto Arte del movimento meditativo esseno (Qi Gong e Yoga esseno)

Discepolo del Maestro Olivier Manitara, rappresentante mondiale della Tradizione e Religione essena

Correzione testo:

Barbara Frattini

Sacerdotessa essena e Ierogrammata (scriba essena)

Discepola del Maestro esseno Olivier Manitara
Print Friendly, PDF & Email