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Giovanni Mercadante

Il prof. Pietro Pepe, già Presidente del Consiglio Regione Puglia, sempre attento alle dinamiche sociali, non ha voluto far mancare il suo sostegno ad una nobile iniziativa che lo ha visto protagonista nella raccolta delle firme per l’approvazione di una legge per una migliore condizione di vita agli anziani.

E’ con piacere, afferma, che il Consiglio regionale del 9 aprile 2019 ha adottato all’unanimità la delibera di approvazione della legge regionale denominata: “Promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo e della buona salute”.

La sua nota  è stata subita accolta dalla nostra Redazione che qui di seguito ne riportiamo il testo integrale.

È mio vivo desiderio che venga data notizia e diffusa tra i vostri soci e corsisti, così come mi permetto di suggerire che all’inizio del nuovo anno accademico possa essere illustrata e poi applicata.

Devo evidenziare che in un tempo breve è stata data dal Governatore Michele Emiliano, dal presidente del Consiglio Loizzo e dalle forze politiche, una risposta adeguata e puntuale con una concreta dimostrazione di attenzione e di rispetto dei diritti e della dignità delle persone anziane con una prima dotazione finanziaria pari a 200 mila euro per il corrente esercizio finanziario.

A mio giudizio, avendola condivisa, è stata varata una legge buona che va  a coinvolgere in modo diretto le famiglie, le istituzioni pubbliche ed il mondo della cultura e del volontariato sociale.

Infatti il percorso indicato è giusto perché mira a dare un diretto sostegno alle famiglie, individuata quale risorsa fondamentale delle politiche sociali di invecchiamento attivo e a sollecitare e a prendersi cura dell’anziano nel contesto domiciliare in alternativa al ricovero in struttura di cura residenziale; e lo fa, specie nella fase del bisogno assistenziale e sanitario alleggerendo “il pil peso” della longevità e della malattia.

Altrettanto rilevante è la parte normativa rivolta a sostenere la continuità attiva di vita dell’anziano, anche dopo la cessazione del lavoro attraverso la promozione di interventi per la salute, la formazione, i corretti stili di vita, il tempo libero, lo sport, il turismo.

Mi piace richiamare la frase del saggio e noto conterraneo prof. Michele Mirabella che da per suo, suggerisce di dare: “Più vita agli anni anziché anni alla vita”.

La legge individua nell’educazione e nella formazione permanente una delle modalità fondamentali per vivere da protagonista la longevità. Infatti l’Art. 6 incentiva la formazione favorendone le attività dei soggetti preposti, dal sindacato dei pensionati alle associazioni di volontariato, dell’Università della 3. età, comunque denominate.

È doveroso segnalare che la proposta legislativa era stata avanzata a fine 2018 dai sindacati confederali e di categoria della C.G.I.L., della Cisl e della Uil che hanno raccolto le firme di ben 31 mila pugliesi, più del doppio delle 12 mila necessarie per sottoporre leggi di iniziativa popolare al Consiglio Regionale. Cosi come è giusto ricordare che d’intesa con la sezione locale della Cisl anche Altamura ha partecipato alla raccolta delle firme tra i corsisti dell’Università della 3 età “L. Barnaba” e del libero istituto di cultura “A. Iervolino” e i soci della Associazioni di Volontariato e di Cultura e che mi ha visto simbolicamente tra i primi firmatari.

Perciò, attraverso un percorso partecipato, di profonda condivisione con il territorio con la Istituzione è stato possibile raggiungere un grande risultato per le persone anziane che potranno attraverso questa norma legislativa realizzare migliori condizioni di vita.

Il 22 aprile di ogni anno è stata istituita la “Giornata Regionale dell’invecchiamento attivo” ed è una preziosa occasione per fare il bilancio e per verificare lo stato di attuazione della legge e degli effetti positivi in essa contenuta.

 

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