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Se è probabile che a fare la storia sia una mano invisibile, come diceva Adam Smith, è certo che la mano in questione impugna da sempre, in cucina, una grande passione culinaria del suo territorio: la Puglia. In attesa di vederlo come ospite in Finlandia il prossimo Novembre ci siamo immersi con lo Chef Donato Carra nel mare della storia culinaria pugliese vista attraverso la sua cucina rivisitata in una chiave post- moderna. Un mare in cui il suo naufragare risulta molto dolce.

Per lo Chef Carra il cibo è il più universale dei linguaggi umani, unisce gli individui e i popoli laddove le ideologie, le culture e le nazionalità li dividono. Secondo lui la civiltà nasce più dietro i fornelli che nelle caserme militari. Il cibo tira fuori lo straniero nascosto in noi. “Le ideologie servono a separare alcuni e unire altri. Il cibo, no. Ogni ricetta è una mescolanza di ingredienti diversi che diventano una sola cosa. Proprio come oggi si integrano gli uomini e le comunità” è questo il suo obiettivo, portare il suo orgoglio pugliese in giro per il mondo valorizzando la sua Puglia,i suoi prodotti ,le sue aziende. La storia dell’alimentazione è frutto di migrazioni, di mescolanze e di prestiti. Perché quel che lega un cibo a una terra – proprio come quel che lega un costume a un popolo – non è la nascita, ma l’adozione. La cucina è per definizione etnica e meticcia. Altrimenti non sarebbe nemmeno cucina. Perfino il piatto più tradizionale, la più locale delle tipicità hanno dentro la traccia dell’altro. Sono il frutto di un matrimonio misto. La storia di molti prodotti è fatta di contaminazioni e di migrazioni. Di seduzioni e di colonizzazioni. Quel che veramente conta, soprattutto di integrazioni. È questo il pensiero dello Chef Carra ,ogni sua ricetta non è altro che una mescolanza di ingredienti diversi che diventano una sola cosa. Si integrano. La dieta mediterranea non sarebbe mai nata senza l’americanissimo tomato. È solo nell’Ottocento che la salsa rossa trionfa grazie all’incontro con la pasta. Altra gloria nostrana che ci viene un po’ dagli arabi, un po’ dai cinesi. Nella leggerezza incorporea delle antenne tecnologiche lo Chef Donato Carra trova la quadratura del cerchio tra comunicazione e partecipazione, tra relazione face to face e contatto face to facebook. In questi salotti a cielo aperto, il rito dell’ora culinaria funziona come uno shaker sociale.Il comunicare il suo pensiero sul cibo diventa un’operazione quasi magica,una rassicurazione per i tanti fans che lo seguono con attenzione. Il prossimo Novembre, infatti, farà tappa in Finlandia e precisamente a Tampere dove presenterà il suo menu, tutto pugliese a quattro portate per una folta platea e darà una lezione di cucina agli addetti della Pirkanmaa Osuuskunta (  una cooperativa che possiede ipermercati, supermercati, ristoranti e hotels del gruppo SOK molto simile alla  Coop Italia della Finlandia).

La cucina della nostra Puglia è in buone mani.

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