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di Pierfranco Moliterni

Ai più sarà passato sotto il naso, quel riconoscimento di livello nazionale, se non proprio ancora del tutto ignorato visto il palese disinteresse dei tradizionali organi di informazione per le faccende della scuola di oggi ancora pervicacemente legate alla noiosa diatriba (anti-renziana) della cosiddetta Buona Scuola. Si tratta di questo: una scuola statale pugliese, per la precisione la scuola secondaria di I grado ad indirizzo musicale ‘Monterisi’ di Bisceglie è risultata vincitrice di due importantissimi ‘trofei’ nazionali, assegnati il primo dalla Fondazione Teatro San Carlo di Napoli; il secondo dai critici musicali italiani del prestigioso ‘Premio Abbiati’. Basterebbe solo questo per confutare certa miopìa dei nostri amministratori e/o dei cosiddetti ‘uffici-scuola’ di enti pubblici musicali nei confronti di una complessa questione qual è quella del ricambio generazionale del proprio pubblico. Intendiamo con esso non un pubblico indifferenziato per tutte ‘le stagioni’ (leggi musica d’ogni tipo) bensì quello che domani, appena dietro l’angolo, dovrebbe assicurare la vita stessa dei nostri grandi teatri musicali e di associazioni musicali preposte alla diffusione capillare della musica d’arte, di quella che una volta si chiamava musica classica. Pena la autodistruzione del tessuto connettivo della stessa italianità in fatto di musica! A ben vedere, è quello un problema assai arduo che ancora non trova, almeno da noi in Puglia, splendide soluzioni. Lo ricordiamo già agitato negli anni ’70 del secolo scorso (!) quando un quasi sconosciuto senatore della Repubblica (Andrea Mascagni del PCI di Berlinguer) ne fece un suo cavallo di battaglia riuscendo per lo meno a far introdurre la Educazione Musicale nella scuola media anche se per una ‘miserabile’ ora settimanale… Meglio di niente, si disse. Oggi molta acqua è passata, molte note si sono scritte sullo spartito di questo problema identitario e qualcosa è tuttavia cambiato: da 1 ora si è passati a 2 ore settimanali; si è introdotta nei Conservatori di musica statali la disciplina di Didattica e Pedagogìa della musica. Ma tant’è, resta ancora da scrivere la musica nella musica, la musica della musica e cioè come avvicinare e rendere partecipi i bambini e i ragazzi d’oggi in età scolare ad un patrimonio di inusitate ricchezze non solo musicali (legate cioè al mondo dei suoni) ma soprattutto storico-culturali in senso lato. Di qui e solo di qui nasce, ad esempio, la bellezza delle scuole medie ad indirizzo musicali come appunto quella di Bisceglie animata da un musicista vero e attendibile come è il prof.-maestro Vincenzo Mastropirro, flautista di razza e intellettuale a tutto tondo. Sarà sicuramente merito suo e della sua tenacia ‘murgiana’ o del suo intatto entusiasmo se ben due istituzioni d’alto profilo come il S. Carlo e il premio Abbiati hanno assegnato alla sua scuola, ai suoi alunni e… un po’ a tutti noi, inguaribili sostenitori di alta professionalità, quei due importanti riconoscimenti nazionali. Forza e coraggio dunque, ed evviva la Musica!

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