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di Alkest Shehu

L’Italia ed l’Albania hanno cominciato una relazione economica  già da molti anni. Un legame storico e culturale, senza considerare che l’Italia è senz’altro il Paese più presente in Albania, dato che ne rappresenta il primo investitore straniero in termini di numero di aziende italiane o italo-albanesi attive sul territorio.

Secondo l’Ambasciatore italiano Alberto Cutillo, l’Italia è un punto di riferimento imprescindibile nel percorso di sviluppo economico dell’Albania ed è saldamente il suo primo partner commerciale con un valore di scambi che nel 2016 ha superato i 2 miliardi di euro (+4,7% rispetto al 2015), che rappresentano il 36,77% del volume complessivo dell’interscambio commerciale dell’Albania.

L’Italia da sola assorbe il 54,57% delle esportazioni albanesi ed è inoltre il principale fornitore, con un’incidenza del 29,28% sull’import complessivo.

La Puglia una delle regioni con più radicamento nel Paese delle Aquile. In questi anni si sono sviluppati diversi progetti tra la Regione Puglia e l’Albania, alcuni rientranti nel più ampio Programma Interr Italia-Albania, avviato nel 1994 dalla Commissione Europea e volto a rafforzare le relazioni ed i partenariati pubblici e privati fra operatori italiani ed albanesi.

Da 14 anni la regione Puglia ha sede a Tirana. Oggi intervistiamo il Funzionario della Regione Puglia in Albania, il Dottor Claudio Polignano.

Dottor Polignano, come descriverebbe le attuali relazioni economiche tra l’Albania e la Puglia?

Nel corso degli ultimi anni le relazioni economico – imprenditoriali fra la Puglia e l’Albania sono cresciute in modo esponenziale, e non solo in termini di fatturato complessivo. Siamo entrati in una fase più matura nella quale la semplice delocalizzazione non è più sufficiente; gli imprenditori vedono nell’Albania una grande opportunità dove il basso costo del lavoro è solo una delle tante variabili, certo non l’unica. Oramai si ragiona in termini di partnership, di collaborazioni con le entità locali per affrontare le sfide dei mercati balcanici sfruttando il vantaggio competitivo della vicinanza geografica (quindi costi e tempistica ridotti nei trasferimenti), della posizione territoriale favorevole rispetto ai Balcani ed ai mercati dell’est. Alla bassa incidenza dei tempi e dei costi si aggiunge un clima estremamente favorevole per gli investimenti esteri, sia in termini di tassazione sia sul piano culturale; anche la diffusa conoscenza della lingua italiana in Albania, certamente rappresenta un aspetto importante di vicinanza culturale.

Quali sono i settori dell’economia albanese in cui maggiormente investono gli imprenditori pugliesi? Lei può fornirci il numero delle imprese pugliesi presenti in Albania?

Fino a qualche anno fa le imprese pugliesi investivano soprattutto nel manifatturiero; questo trend continua ancora oggi ma ad esso si affiancano settori ad elevato contenuto innovativo. L’Information Technology in particolare rappresenta la nuova frontiera dell’imprenditoria pugliese, grazie anche alla possibilità di reclutare professionalità di buon livello. Anche l’agroalimentare sta mostrando segni di crescita piuttosto interessanti, soprattutto nella produzione primaria e nel commercio. Un altro settore particolarmente vivace è quello delle industrie culturali; le contaminazioni culturali fra i due territori sono sempre più assidue e coinvolgono le migliori eccellenze nel mondo dell’arte, del teatro e degli altri settori della creatività. Ma i settori del turismo e delle infrastrutture rappresentano oggi la più importante scommessa per le imprese pugliesi in Albania.

Come sta andando il programma IPA CBC Italia-Albania-Montenegro? In cosa consiste il programma?

Siamo oramai in fase di avvio dei progetti; la graduatoria è stata approvata ed a breve saranno avviate concretamente le attività. I Partenariati territoriali sono ora chiamati a raggiungere gli obiettivi comuni che insieme hanno programmato. Si tratta di progetti di sviluppo dei territori per rafforzare la competitività delle imprese in alcuni settori strategici; per attivare azioni congiunte nei settori della cultura, del turismo e della salvaguardia ambientale; per migliorare la rete dei trasporti fra i tre Paesi coinvolti. Un investimento di circa novanta milioni di euro che la Commissione Europea ha destinato alla cooperazione fra Puglia, Molise, Albania e Montenegro.

Qual è il lavoro dei preposti uffici regionali per quanto riguarda la promozione della Puglia in Albania?

La stretta collaborazione fra Puglia ed Albania si sviluppa in due ramificazioni: imprenditoriale ed istituzionale; quest’ultima ha il compito di fertilizzare il terreno affinchè i diversi settori produttivi possano trovare un contesto favorevole per investire; l’Antenna di Tirana inoltre collabora con le Istituzioni locali ed internazionali nell’ambito dei fondi europei per la costituzione di partnership tra Puglia ed Albania. Al momento, oltre ai circa trenta progetti approvati dal CBC Italia Albania Montenegro, sono in fase di avvio importanti iniziative di collaborazione nei settori del Water Management, Protezione civile, Sanità, Agricoltura, Cultura e Turismo, Trasporti. Tutto questo presuppone un fitto interscambio di persone, idee, progetti, eventi e relazioni che necessitano di un punto di riferimento a Tirana, con uno sguardo a tutta l’area dei Balcani ed anche al Mediterraneo. L’Antenna di Tirana infatti, è incardinata nel Coordinamento delle Politiche Internazionali, sotto il controllo della Presidenza della Regione Puglia; come tale, il Coordinamento cura la governance con i Paesi esteri nell’ambito dei Programmi di Cooperazione finanziati dall’Unione Europea.

Dottor Polignano, pensa che ci siano dei settori economici albanesi ancora non sfruttati e che potrebbero essere interessanti per la regione Puglia?

L’Italia, ed in buona parte la Puglia, sono presenti in tutti i settori economici; ma vi sono ancora molti spazi per le imprese pugliesi. Un settore con grandi potenzialità è sicuramente il turismo ma è necessario che la Puglia si qualifichi per iniziative improntate alla sostenibilità ambientale e sociale puntando al concetto di attrattività territoriale, piuttosto che al cemento. Lo sappiamo fare e dovremmo andare in questa direzione. Il settore agricolo e l’ICT offrono ancora interessanti opportunità, così come il comparto energetico e quello dei servizi.

Le faccio un’ultima domanda da docente. E in relazione alla collaborazione economica tra Puglia e Albania. Pensa che la Regione Puglia possa interessarsi con il Ministero dell’Istruzione italiano affinché all’Ateneo di Bari venga reintrodotto il corso di lingua albanese, anche come attività formativa destinata ai non studenti universitari, ad esempio ai lavoratori pendolari tra le due Nazioni?

Sarebbe sicuramente una iniziativa molto interessante per rafforzare e rendere vivi i rapporti fra la Puglia e l’Albania; in questo caso sarebbe necessario un accordo preliminare tra il competente Dipartimento della Regione Puglia e l’Università di Bari.

 

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