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a cura di Gianni Mercadante

I componimenti di Gianni Romaniello sono delle tessere linguistiche  dell’era moderna, in cui le parole, unità minime dei versi, sono cariche di energia emotiva.

L’autore è un uomo che gravita intorno al mondo della tecnica, della digitalizzazione e dell’ottimizzazione dei processi aziendali.

Nato ad Anzi in provincia di Potenza, risiede a Gravina di Puglia sin da piccolo per legami di famiglia.

Per brevità d’introduzione, va detto che il poeta è un fabbro della parola. E’ colui che forgia e  plasma il lemma adattandolo al suo estro creativo. E’ capace di incastrare una parola in un mosaico verbale fino a raggiungere l’emotività più remota, ottenendo nel contempo la giusta sonorità.

Sì, le parole sono dei suoni e la loro musicalità dipende dagli accordi che si traducono in melodia. Gli accordi possono essere tanti: i verbi, i sostantivi, gli aggettivi; tutti con una funzione precisa  che puntano a sublimare lo spirito.

Lo scopo della poesia per l’appunto è di spiritualizzare una parte del proprio essere da condividere con altri.

La poesia, da non dimenticare, significa comunicare uno stato d’animo.

I versi di Gianni non sempre sono a rima baciata, anzi sembrano rifuggire questo stereotipo.

Il nostro è un artista della parola; un designer della poesia, il cui linguaggio poetico si attesta su note al di sopra delle righe del pentagramma. I significanti prendono forma nel suo subconscio trasformandoli da morfi in significati.

Nella  collezione “poetica” in VORTICI INTRO VERSI, alcuni componimenti  sembrano dei frammenti di stati d’animo, di attimi, di cui l’autore si è liberato dopo aver vissuto  delle dimensioni oniriche che si trasformano nei titoli: “Indelebile attimo”; oppure in “Buio”; nel “Desiderio di morte”, “Attesa”.

L’amore invece è un mondo che accarezza poche volte (Primo amore; Soffio d’amore), perché questo sentimento coabita nella mente tra “Sensazione aura”, il “Respirare”, e la “Primavera di un amore infinito”.

In definitiva i versi di Gianni Romaniello sono da leggere in silenzio,  seduti in una poltrona nel proprio salotto, gustandoli come si sorseggia un calice di vino invecchiato.

A dimostrare lo spessore della sua poetica,  G. Romaniello ha vinto diversi concorsi. L’ultimo in ordine di partecipazione è 1. Concorso Internazionale di Poesia “Essere donna”, dove si è distinto con una Menzione d’Onore nella sezione a tema libero con la lirica “Sinfonie Armoniche”.

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