CISTI E NEOPLASIE DEL SENO IN METAMEDICINA

 

a cura del dott. Enrico Cembran

Le Cisti e Neoplasie del seno rappresentano una patologia molto frequente ed in continua crescita nel mondo occidentale e comunque industrializzato.

Tralasciando tutte le possibili ed arcinote cause e concause di questa malattia, che la Metamedicina non nega, per trovare un nesso che consenta di comprendere perché, a parità di condizioni predisponenti, ci si ammala o meno di questa, occorre comprendere e seguire come al solito il significato della metafora insita nelle sue manifestazioni.

Intuitivamente, i Seni rappresentano la #maternità, il #nutrimento non necessariamente riferito ad un figlio, il nido e l’affettività. Ma è altrettanto chiara la loro funzione di attrattività erotica in quanto organi sessuali secondari. Attraverso questa funzione, i seni, acquisiscono una significato di giudizio e definizione in senso passivo ed attivo, diventando un parametro di dimostrazione della femminilità.
Nell’inconscio collettivo, ad un seno grande si associa una grande femminilità.

Ecco quindi apparire, attraverso la manifestazione della sua patologia, importanti metafore riguardanti la femminilità ed identità sessuale, la maternità ed ovviamente la vita sessuale ed il piacere connesso.

Attraverso questa malattia, la donna viene colpita in una delle strutture più identificanti e sensibili del suo organismo. Inoltre, considerando la zona Aurica coinvolta, quella del Quarto Chakra, o Cardiaco, è possibile elaborare ulteriori implicazioni che riconducono in ogni caso ad un messaggio di grandissimo coinvolgimento della propria affettività.

In tale processo, è evidente il tentativo di sepoltura all’interno dell’Inconscio di tutto il dolore e conseguente rabbia per una ferita subita.

Come sempre, in questo caso, l’Inconscio stesso, trova la strada per comunicare, attraverso il corpo, ciò che la Mente Conscia nega, da notare che questi processi avvengono quasi sempre al di fuori del periodo di allattamento.

In presenza di organi doppi, in Metamedicina, occorre fare delle precisazioni sul lato coinvolto dalla malattia, ma anche rapportarsi allo stato di destrimania o #mancinismo. Occorre cioè stabilire quale è il lato dominante del proprio organismo, non fidandosi della sola calligrafia, troppo spesso artefatta a forza da solerti ed incompetenti insegnanti. Allo scopo, forse è più significativa la posizione assunta dalle mani nel battimano, la mano usata per battere la mano sottostante, ci dice inequivocabilmente quale sia il lato dominante. Altro possibile sistema di indagine è quello di considerare come viene tenuto in braccio un bambino.

Stabilita questa importante caratteristica, non rimane che associare la funzione affettiva del Seno Destro o Sinistro con la patologia. Nello specifico, in caso di destrimania, il seno sinistro, rappresentando l’allattamento, rappresenta la Maternità, non necessariamente riferita ad un figlio, ma a tutti gli esseri viventi di cui ci si deve prendere cura come se fossero bambini.

Parimenti, sempre per una destrimane, il contatto metaforico con una persona amata avviene attraverso un abbraccio in cui si realizza l’appoggio sulla spalla destra. Quindi, nella fantasia comunicativa dell’Inconscio, il lato destro per una destrimane, identifica la relazione amorosa.

In parole povere, un dolore da separazione da un compagno si manifesterà prevedibilmente nel seno destro, ove quello per un distacco subito, ma non dissipato, in età infantile, potrebbe manifestarsi in quello sinistro, al pari di un dolore recepito in età adulta per un figlio o comunque una persona dipendente affettivamente. Nel caso di mancinismo, basterà capovolgere i significati, e quindi localizzare il lato materno a destra e quello affettivo/relazionale a sinistra.

Nel caso in cui i seni saranno coinvolti simultaneamente, si potrebbero ipotizzare ambedue le energie affettive coinvolte.

Nel caso della Patologia Cistica occorre specificare che in Metamedicina, tale situazione rappresenta la metafora del bisogno di far funzionare di più l’organo coinvolto. Nel caso del seno, intuitivamente, può esprimere il rimpianto di non aver potuto allattare, non avendo messo al mondo dei figli. Ma anche la frustrazione di non aver potuto o saputo aiutare una persona in qualche modo da noi dipendente o a cui teniamo affettivamente, attraverso la metafora dell’appoggio sulla propria spalla e quindi seno. Con l’aggiunta dell’eventuale richiamo al pudore, nel caso di relativa distanza affettiva.

Attraverso la patologia neoplastica dell’#Epitelio Ghiandolare del seno, l’organismo comunica una sofferenza da distacco con l’eventuale bisogno di affetto, ma anche una sofferenza da mancato accudimento.

Attraverso quella riguardante l’epitelio dei Dotti Escretori, stante la sua funzione di protezione dall’ecosistema, anche affettivo, esterno, al pari della pelle umana, la malattia cerca di attirare l’attenzione su di un dolore da distacco lacerante, riguardante la sfera dell’interazione affettiva.

La metafora parla del dolore per la perdita di una parte importante di se stessi, talvolta la propria ragione di vita. Questo tipo di neoplasia si riscontra pertanto dopo decessi, divorzi o separazioni dolorose. Se ciò riguarda la persona che ci è stata a cuore (il marito, la madre, l’amica, la sorella) il cancro colpirà il seno destro in una destrimane e quello sinistro in una mancina.

Tutto ciò, indipendentemente dalla accettazione conscia del distacco avvenuto, in una sorta di dolore postumo per non completo dissipamento emotivo.

Da notare che nella fase di piena manifestazione della malattia, si assiste ad un crollo della funzione immunitaria preceduto da una fase di angoscia profonda, che viene minimizzata onde non esternare la propria preoccupazione e o rabbia a seguito della ferita subita. In questa manifestazione, il seno funge da serbatoio emotivo. Attraverso una sorta di pudore indebito si maschera la propria necessità di affetto e comprensione per un dolore che deve così essere smaltito in proprio, talvolta per semplice distorsione del significato della parola orgoglio.

La malattia dei seni consente alla donna quegli istinti di aggressività ed egoismo socialmente inaccettabili.

Da ultimo, può esprimere il concetto di rigetto della propria femminilità e addirittura della maternità.

Nel caso di #NeoplasiedelSenoMaschili, la ricerca andrà svolta nel settore delle energie affettive materne o proprie di tipo femminile.

Fra le varie #TerapieNaturali, l’#alimentazione svolge un ruolo determinante.

Ridurre i grassi e i carboidrati raffinati, queste sostanze innalzano la produzione di ormoni Estrogeni. Questi ormoni vengono ridotti anche grazie alle fibre alimentari naturali, prediligere cibi integrali vegetali. Incrementare il consumo di Verdure Crucifere quali i Cavoli, i Cavoletti di Bruxelles, il Broccolo, i Crauti. Eliminare i latticini ed il latte, la caffeina e il cioccolato. Assumere cibi contenenti Grassi Poliinsaturi, per loro natura antinfiammatori.

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