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a cura della dott.ssa Marica Pascalicchio

I cani non sono tutti uguali, sia dal punto di vista morfologico che, ancor di più, caratteriale. Negli ultimi anni la selezione operata dall’uomo sulle razze canine sembra essersi concentrata, prevalentemente, sulle caratteristiche estetiche più che attitudinali, come se “cane di razza” definisse solo un semplice involucro, scoprendo poi che all’interno dell’involucro si racchiudono “contenuti” di tutto rispetto completamente differenti gli uni dagli altri, alla qual cosa, sicuramente, non eravamo preparati. Quindi razze diverse, oltre che esteticamente, saranno caratterialmente diverse; cioè hanno un modo di emozionarsi e comportarsi del tutto diversi nei confronti di ciò che li circonda. Queste qualità peculiari vengono definite “motivazioni di razza” ed esprimono quello che un cane è portato a fare in maniera innata, senza che nessuno glielo abbia mai insegnato, quello in cui ritrova maggiore gratificazione e cerca di esprimere attivamente. Per fare degli esempi possiamo citare razze che hanno attitudine alla caccia: Pointer, Bracco, Beagle sono sempre alla ricerca di qualche traccia odorosa che li conduca alla selvaggina, per cui spesso richiamati non tornano subito indietro; questo li appaga e li rende felici molto più che stare vicino a noi, non perché non ci vogliano bene o siano disubbidienti, ma perché “la motivazione perlustrativa” prevale su quella “collaborativa”. I cani di piccola taglia, definiti da compagnia, al contrario, hanno una spiccata motivazione “affiliativa” per cui trovano grande appagamento nel stare vicino a noi e condividere la nostra vita. Altre razze possono avere invece, un’elevata motivazione collaborativa e sociale che esprimono coinvolgendoci, per esempio, nel gioco. Quindi: conoscere le motivazioni diventa fattore importante per la comprensione dei comportamenti e delle esigenze di una determinata razza. Alla luce di queste considerazioni, definire un cane disubbidiente, aggressivo, giocherellone o viziato non è del tutto corretto. Prima di scegliere un cane sarebbe quindi utile nell’interesse di cane e proprietario raccogliere informazioni emozionali e motivazionali della razza prescelta, per capire se le suddette caratteristiche collimano con le nostre aspettative e con il contesto familiare in cui dovremo far vivere il cane. La mancanza di informazioni in merito, spesso può essere causa di spiacevoli fraintendimenti e conseguenze. L’educazione di un cane ritenuto “disubbidiente” per errori interpretativi delle motivazioni di razza, spesso si basa sulle punizioni, ma questo rappresenta un fattore di rischio di morsi, spesso sottovalutato, ed una grave minaccia per la salute pubblica, a differenza dell’educazione basata sul rinforzo positivo. I metodi educativi punitivi, più studi, hanno dimostrato avere spesso effetti controproducenti, determinando un aumento dello stress, della frustrazione, della paura e di conseguenza dell’aggressività del cane nei confronti dell’uomo.

Foto : imieianimali.it

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