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Di Stefano de Carolis

Qualche anno addietro ho intrapreso l’affascinante studio documentale degli speziali di medicina e farmacisti operanti nel nostro paese. Durante l’inedito viaggio nella storia sono venuti fuori dati davvero sorprendenti, poiché l’affascinante ed importante attività dello speziale di medicina era in opera a Turi sin da tempi molto antichi. Fra i tanti, basti ricordare Massimiliano de Leonibus, speziale di medicina operante a Turi già nel 1588.

Tra le farmacie più antiche di Turi quella della famiglia D’Aprile, con ben tre generazioni di farmacisti, risulta la più longeva (1834-1946, ovvero 112 anni).

Nel 1834, il farmacista turese Vito Nicola D’Aprile apre la sua attività in via San Giovanni n.12 (attuale via Maggiore Orlandi), allocando la farmacia all’interno dei locali sottostanti il settecentesco palazzo Caracciolo, quelli che diventeranno successivamente gli ambienti della bottega del calzolaio Donato Rossi, la ceccèdde. Dopo qualche decennio di attività, l’11 novembre 1881, suo figlio Angelo Oronzo D’Aprile, classe 1842, cedolato a Napoli il 21 novembre 1870, continua l’attività di famiglia lasciata in eredità dal defunto padre. Ma non è l’unica farmacia turese del tempo:“La farmacia dei d’Aprile si trova allocata alla distanza di metri 148,90 pari a 90 passi geometrici dalla farmacia di Girolamo Derobertis sita in via Chiesa, e passi 108 dall’antichissima farmacia di D’Addiego Vito allocata nel largo del Sedile, sotto la torre dell’orologio, all’interno dei locali comunali.”

Dopo numerose disposizioni impartite dal Prefetto di Bari, il 19 gennaio 1893, i Reali Carabinieri di Turi effettuano un controllo amministrativo alle farmacie di Vito D’Addiego e Angelo Oronzo D’Aprile, e accertano che le stesse “sono provviste del regolamento Farmacopeo edizione del 1892, inoltre l’armadio nel quale sono depositati i veleni sono entrambi chiusi a chiave”. Ma, non mancando nemmeno allora casi discussi e discutibili di ‘malasanità’, l’11 aprile 1902, l’anziano farmacista Girolamo Derobertis viene denunciato dall’Ufficiale Sanitario di Turi, per aver somministrato ad un infermo delle pillole ben differenti da quelle prescritte dal medico.

Agli inizi del ‘900, la farmacia dei D’Aprile passa da Angelo Oronzo a suo figlio Vito, cedolato a Napoli. Quest’ultimo, dopo aver espletato un periodo di praticantato presso una farmacia di Casamicciola nel comune di Ischia (NA), nel 1905 ritorna a Turi e prese a continuare l’attività presso l’antica farmacia di famiglia in via San Giovanni.

Durante l’inedito lavoro di ricerca sulle farmacie e spezierie a Turi, ho avuto il piacere di conoscere il nipote del farmacista Vito D’Aprile, il Prof. Oronzo D’Addabbo, classe 1924, insegnante, turese di nascita, e Tommaso Grisorio, classe 1916, collaboratore del farmacista. Le mansioni di Tommaso erano quelle di tenere puliti gli ambienti e, soprattutto, quella di tirare l’acqua dal pozzo che si trovava all’interno della stessa farmacia. Inoltre il giovanissimo collaboratore prendeva i vasi da farmacia dagli scaffali, e li passava a ‘don Vito’ che, sapientemente, preparava i medicamenti. Il farmacista preparava le numerose “cartelle dei medicinali” prescritte dai medici turesi, creme ed unguenti, elisir e vari sciroppi che mesceva in bottega con tanta competenza. Inoltre il farmacista preparava medicamenti anche per uso zootecnico, in particolare per curare le infezioni agli zoccoli degli equini.

Gli antichi arredi esistenti nella farmacia D’Aprile, in origine erano tutti in legno dipinto di giallo ocra e bianco, successivamente furono dipinti di colore bianco a fili dorati. Le scansie contenevano numerosi albarelli e vasi in maiolica di colore blu, giallo e bianco; mortai di bronzo, ceramica e di pietra; vetreria dalle varie forge, filtri, bilance, setacci e vari recipienti in rame. Inoltre all’interno della farmacia c’era un piccolo torchio utilizzato per produrre l’olio di ricino.

Il farmacista Vito D’Aprile, classe 1874, aveva una persona di fiducia, tale Sebastiano (Vastiène), che con il proprio traino, di buonora, si recava settimanalmente a Bari presso lo stabilimento “Carlo Erba” a ritirare le sostanze necessarie alla sua attività.

È doveroso ricordare che il farmacista D’Aprile, negli anni ’20, impiantò a proprie spese pure una piccola e attrezzata farmacia, all’interno della Casa Penale di Turi, ad uso esclusivo dei carcerati. In questa farmacia particolare si recava giornalmente dalle ore 11.oo alle ore 12.oo, per dispensare i medicamenti necessari ai detenuti, tra questi, personalità eccellenti come Sandro Pertini e Antonio Gramsci.

Nel 1934, in occasione del 100° anniversario di fondazione “dell’antica farmacia D’Aprile”, Vito D’Aprile, persona molto raffinata, e d’animo buono, omaggiò tutti i suoi clienti con bottigliette da 100 ml., contenenti  profumi ed essenze dalle straordinarie flagranze, prodotti dalla ditta “ESPERIS” di Milano. Un’azienda fondata dal dott. Fayaud nel 1922, ancora oggi attiva nel capoluogo lombardo e famosa in tutto il mondo.

Il Cav. farmacista D’aprile Vito, ultimo erede di una dinastia di farmacisti turesi, muore all’età di 72 anni, il 21 febbraio 1946. E con lui scompare il ‘marchio’ di famiglia. La farmacia di via San Giovanni, diventata via Maggiore Orlandi, negl’anni ’40, verrà acquistata prima dal dott. Dell’Erba di Rutigliano al prezzo di lire 45.000, dove negl’anni 60 sarà gestita dalla farmacista Mostarda Vincenzina di Bari, e successivamente passò al compianto dott. Tonino Mastrolonardo di Triggiano che la acquistò il 1° ottobre 1969, attualmente l’antica farmacia è di proprietà della dott.ssa Fonte Mastrocristino.

Ed è così che il tempo muta le cose, cambia le persone e i riferimenti. Infatti, dopo aver trascorso in centro 183 anni dalla sua fondazione, l’antica farmacia di ‘mmènz’a la chiàzze’ sparirà anche dal nostro linguaggio e, nei prossimi mesi, traslocherà in via Gramsci, in moderni e comodi ambienti, nelle immediate vicinanze del nostro Carcere.

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