BENTORNATO MAESTRO MARVULLI: 90 ANNI MA NON LI DIMOSTRA.

Tra il commosso e il commovente si è svolta una serata musicale che, per molti versi, sarà difficilmente dimenticata per coloro i quali frequentano o hanno frequentato, nel corso degli anni «…anta», il Conservatorio ‘Piccinni’ di Bari come docenti, come alunni o come semplici appassionati di Musica. Musica cioè (con la M maiuscola) che si contrappone e si contrapponeva, guarda caso, nella medesima serata e nelle medesime ore di venerdi 7 febbraio 2020, allo show canterino, ripetitivo ed esteticamente decadente del Festival di San Remo giunto alla sua 70esima edizione! Così mentre qui, a Bari, si ascoltavano musiche di un certo Mozart, di un tal Beethoven e financo di un signor Nino Rota – musiche dirette dal novantenne m° Michele Marvulli superblasonato pianista, direttore d’orchestra e docente di spolvero internazionale- lì, nella città dei fiori (quasi tutti provenienti da Terlizzi, guarda caso) si andava dietro a Emma, a Tosca, a Piero Pelù, ai mitici Pinguini Tattici Nucleari (ma che nome, ma che vuol dire?) ovvero a Francesco Gabbiani. Ma chi sono costoro? Boh…Per non tacere poi dei cosiddetti “maestri concertatori e direttori d’orchestra”, tutti notissimi, ovviamente, per aver loro diretto nelle più prestigiose sale da concerto italiane: essi erano tal Stefano Nanni, Cipolla, Morgan, Morini etc. etc. direttori che, come è noto, prima del festival di San Remo 2020, s’erano cimentati con le partiture di Brahms, Ciaikovsky, Britten, Verdi e Puccini. Proprio così.  

La nostra paradossale e un po’ cattivella ‘cronachetta sanremese’ ci serve per mettere ancor più in evidenza il valore di quell’incontro barese, per davvero commovente, che s’è svolto nell’imponente Auditorium del Conservatorio statale barese pieno all’inverosimile proprio per dare il bentornato all’applauditissimo m° Michele Marvulli, l’altamurano nato nel lontanissimo 1929 il quale, dal nostro profondo e miserando profondo Sud, è stato capace di spiccare il salto verso lidi ed esperienze d’altro profilo. Marvulli è veramente il maestro dei maestri con una perifrasi a noi cara perchè ‘inventata’ proprio da noi e poi ripresa all’occorrenza, come in questo caso, in quanto riguarda uno dei massimi esponenti della tradizione musicale pugliese. Venerdi egli ha diretto, da par suo, l’orchestra del Conservatorio e animato con suoi ricordi una serata fortemente voluta dal neo direttore dell’istituto musicale, il m° Corrado Roselli, proprio nel giorno della inaugurazione dell’anno accademico della istituzione musicale pubblica. La conclusione della serata musicale era tutta incentrata su una sinfonia di Nino Rota, Sinfonia sopra una canzone d’amore scritta nel 1946 che diventerà la colonna sonora del celebre film Il Gattopardo di Luchino Visconti.

A questo punto è bene sintetizzare la splendida carriera di musicista e di docente di Marvulli, carriera per altro suffragata da un suo ‘tratto umano’ che ce lo rende ancor più caro tra i cari, personaggio fondamentale per noi pugliesi amanti dell’Arte Musicale senza tempo.  

Egli inizia la carriera di pianista-concertista in tenera età conseguendo lusinghieri successi nei più importanti concorsi pianistici dell’epoca (Ginevra 1955 medaglia d’oro nella sezione musica da camera in duo con la violinista Ludmilla Kutznetsoff, poi diventata sua moglie). Nell’immediato dopoguerra, trasferitosi in Svizzera, frequenta la Hohe Musikschule di Basilea. Rientrato in Italia, a partire dagli anni ’60, e nel corso di oltre 40 anni di insegnamento nei conservatori di Bari, Firenze e Pesaro, fonda una delle più importanti scuole pianistiche italiane (PierLuigi Camicia, Emanuele Arciuli, Luigi Ceci, Gregorio Goffredo, Giovanna Valente, Angela Montemurro Lentini ed innumerevoli concertisti e docenti di chiara fama). Consulente di Nino Rota a partire dagli anni giovanili fino alla morte prematura del Maestro, testimone e complice dei suoi processi creativi, ne ha diretto prime esecuzioni importanti. Nel biennio 1971-72 frequenta presso l’Accademia Chigiana di Siena i corsi di direzione d’orchestra tenuti da Franco Ferrara; Michele Marvulli si è affermato come direttore riconosciuto e stimato dalle migliori orchestre italiane ed è tuttora  molto apprezzato nell’ambiente musicale. Ha diretto pressoché tutto il repertorio lirico e sinfonico, esibendosi in diverse occasioni anche in veste di direttore-solista. Ospite di importanti orchestre straniere (Praga, Ljubljana,  Pola, Reykjavik) si è inoltre esibito in Polonia, Romania, Ungheria, Germania, Francia, Spagna, USA, Australia, Messico. In Italia ha preso parte alla fondazione dell’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari di cui ha ricoperto la carica di direttore stabile prima di assumere l’incarico di direttore principale dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana. In ambito internazionale ha tenuto Masterclass in Germania (Düren), Francia (Moulin D’Andé), USA (Manhattan Music University di New York, Winston Salem University – North Caroline) e in Australia (Flinde’s University – Adelaide). Direttore del Conservatorio di Cosenza dal 1977 al 1980, Michele Marvulli nel 1981 assume la direzione del Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro. Nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal presidente Pertini, nel 1991 una Commissione presieduta da Goffredo Petrassi e formata da Claudio Abbado, Salvatore Accardo, Carlo Maria Giulini, Gianandrea Gavazzeni, Maurizio Pollini, Riccardo Muti, gli ha conferito il prestigioso Premio “Mila” per “ l’alto Magistero didattico e l’impegno di una vita”.

(prof. Pierfranco MOLITERNI)

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