La Festa Nazionale degli Alberi, Echi Antichi nella Voce di Madre Terra

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Il 21 novembre, come ogni anno, si è festeggiata la Giornata Nazionale dell’Albero che rappresenta un’occasione preziosa per porre l’accento sul ruolo del patrimonio arboreo e boschivo nel contrasto ai cambiamenti climatici, troppo spesso dimenticato o dato per scontato. Ma anche sulla tutela del paesaggio, della biodiversità e sull’albero come elemento fondamentale per la vita e lo sviluppo umano.

La giornata nazionale, ricorda anche il rapporto che lega, da sempre, l’uomo all’albero, l’attività di cura delle foreste, un mutuo accordo che ha permesso, in passato, di costruire un equilibrio sostenibile tra la foresta, le sue risorse e l’uomo.

Gli alberi sono la nostra principale fonte d’ossigeno, e pertanto richiedono più cura ed attenzione.

Sin dalle scuole elementari abbiamo saputo ciò, che trattengono anidride carbonica ed espellono l’ossigeno che poi respiriamo. Sono importanti perché danno ossigeno, danno riparo e ombra per gli animali, forniscono cibo e materia prima.

Si dice che le cose vecchie perdono la loro utilità, ma questa regola non vale per gli alberi. Più vecchio è l’albero, maggiore è la quantità di anidride carbonica che è in grado di assorbire.

C’è poi il discorso, tragicamente attuale, di questi giorni di pioggia, del dissesto idrogeologico.

Gli alberi vecchi rimangono utili all’uomo e a tutte le specie viventi, anche per un altro motivo, specie in montagna o in zone collinari, servono per contenere i rischi idrogeologici: quando piove forte, l’acqua penetra nel terreno e alla lunga porta all’instabilità dello stesso, generando smottamenti, alluvioni o frane.

La presenza di un albero grande assicura stabilità e aderenza del suolo grazie alle presenza di fitte e intricate radici, e riesce ad evitare/contenere fenomeni simili.

Il disboscamento selvaggio contribisce in maniera determinante a sconvolgere l’equilibrio idrogeologico di un territorio.

Secondo l’ISPRA circa il 70 % dei comuni italiani sono in aree classificate a potenziale rischio idrogeologico, con in testa Calabria, Umbria e Valle d’Aosta, ma tutto il territorio nazionale è interessato dal fenomeno.

Ma poi c’è un altro aspetto importante che riguarda l’albero.  Gli alberi maestosi e gentili, nutrono oltre che il nostro corpo, il nostro spirito, “…perché siamo come alberi, apparentemente cedevoli al vento, tendiamo i rami verso l’eternità” (F.Kafka).

Nella storia gli alberi hanno anche assunto forme simboliche, passando dall’essere venerati come dei, o come loro manifestazioni, all’essere considerati la rappresentazione della saggezza. L’albero ad esempio era sacro ai Druidi, sacerdoti dei Celti, depositari di sapienza, conoscenza e saggezza. Plinio scrive che il termine Druido, deriva dalla parola greca drus, che significa quercia. L’opinione più comune è che la parola derivi dall’unione di due parole celtiche: “duir”, che vuol dire quercia, e “vir”, una parola che significa “saggezza” .

L’albero è un ascoltatore silenzioso, fermo e sempre immobile nell’osservare la natura che muta. Da esso molti poeti trassero e traggono ispirazione, perché è capace di far riflettere. L’albero è una delle risorse più preziose della Terra.  Rappresenta una delle piccole meraviglie della natura.  Il loro significato supera anche quello filosofico e tocca l’importanza storica, potendo vivere per molti più anni dell’uomo. E mentre il mondo muta attorno a loro, loro invece sono ancora lì, fermi ad osservare il cambiamento.

Il suo significato comprende tutto della nostra vita, non escludendo nulla, passando  dalla filosofia alla natura, alla storia, fino alla cultura.

Per l’occasione abbiamo sentito Roberta Arduini di Pesaro, del quartetto Oasi, autrice dei testi e ideatrice dello spettacolo di parole e musica, “Echi Antichi nella Voce di Madre Terra”, reading musicale per la valorizzazione del territorio e della Vita tutta dell’intero pianeta Terra https://www.youtube.com/watch?v=uvfgDqltPLU .

“Se riflettiamo su ciò che gli alberi possono insegnarci per vivere meglio, scopriamo le loro qualità. Oltre alla saggezza, la resilienza ancorandosi con le radici alla Terra, la gratitudine non chiedendo nulla in cambio, la pazienza crescendo lentamente, l’umiltà nascendo da un piccolo seme, il coraggio e l’importanza della lotta per affrontare la vita essendo ogni giorno per molti anni esposti a numerose avversità, senza la possibilità di spostarsi dal luogo in cui si trovano” queste sono le sue parole.

Vito Piepoli

 

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