Cancro del Naso e Medicina delle Emozioni.

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Di Enrico Cembran

Carcinoma Spino cellulare del Vestibolo Nasale.

Paziente donna, adulta, realizzatasi a fatica ma con merito nel mondo professionale, cosa desiderata già dall’infanzia, ma sabotata da discrasie affettive familiari di compenso.

Figlia non unica, dall’età di tre anni ha una sorella con grave disabilità che ha distolto le energie affettive dei suoi genitori da lei.

La paziente già dall’età dei tre anni ha subito un carico eccessivo di #responsabilità nei confronti della sorella, ed ha subito una forte #pressione #genitoriale nel settore della #realizzazione #personale, quale possibile fattore di riscatto e compenso all’invalidità della sorella.

Ha provato molte terapie allopatiche ed omeopatiche tutte ad oggi fallite: “credo di non voler guarire, ma desidero provare ancora a comprendere il nesso profondo della mia malattia”.

Trattata con terapia d’avanguardia, con elevata percentuale di successi, dopo un apparente guarigione, ad un controllo radioterapico si evidenzia una “semplice infiammazione” della zona.

In quel periodo, accade un fatto definito “singolare”, un bastone della tenda le è caduto sul naso, “ha modificato tutto (testuale)”.

Nella Medicina delle Emozioni nessun #trauma è interpretato come “casuale”, semmai è sincronico…l’inconscio, dopo le terapie, attraverso le quali il sintomo viene di nuovo sepolto nel subconscio, attraverso la rabbia, riprende forza e riemerge partendo dal secondo livello di espressione e causa, il trauma, sempre se nel frattempo non abbia anche cercato di attirare la tua attenzione attraverso altri addensamenti di minor entità…

La paziente percepisce il trauma come nuovo attivatore della malattia, come se lei stessa avesse smesso di collaborare inconsciamente al processo di guarigione, come se avesse paura di guarire… Quasi che la sua anima desiderasse di morire, avendo finora condotto una vita estremamente sgradevole (non testuale…).

L’#anima #non #ha #desideri, quelli sono umani, l’anima semmai, espleta acriticamente un compito preordinatosempre modificabile tramite l’espressione del libero arbitrio. (ndr..)

Ulteriori sensi di colpa nella vita sentimentale.

In generale, in termini emozionali, la neoplasia maligna, corrisponde alla non corretta espressione del dolore per un trauma acuto o un microtrauma cronico e latente subiti.

Questa negazione determina un addensamento energetico che si traduce in un’attivazione del DNA cellulare, che da quel momento in poi lavora in modo completamente atipico.

In senso animico, il danno risiede nel Corpo Aurico #Doppio #Eterico, primo strato sottile del Campo Aurico, stato di coscienza.

Questo è un trasduttore energetico in grado di trasformare gli stimoli eterei delle emozioni, provenienti dagli strati più esterni del Campo Aurico, maggiormente dal Corpo Emozionale, in energie di bassa frequenza, adatte alla capacità operativa del Corpo Materiale che circonda come uno stampo.

Il Corpo Doppio Eterico, o Eterico Inferiore, tuttavia, è anche virtualmente in grado di restituire lo stato di piena salute, grazie alle informazioni contenute nel Corpo #Eterico #Matrice, quarto strato del Campo Aurico, altro stato di coscienza, sostenuto energeticamente, guarda caso, dal #Chakra #Cardiaco e con esso strettamente connesso.

L’incapacità di far fluire le emozioni, non di provarle, checché il paziente voglia pensare e dire, determina la perdita della gioia di vivere, ma anche la distorsione energetica alla base del danno cellulare.

Infatti, attraverso la manifestazione della malattia si realizza l’#Affioramento dell’addensamento energetico di cui sopra, mediante il quale, il tumore Indica, utilizzando una #Metafora organica o meglio funzionale, l’origine del disagio, in genere il rimorso o la ferita animica evocanti possibili sensi di colpa anche nascosti, verso gli altri o più frequentemente, verso se stessi.

In ultima analisi, attraverso il tumore, ci si impartisce un’#autopunizione per fallimento rispetto alle proprie scelte di vita.

Nello specifico, nel caso di un #tumore #epiteliale #spinocellulare, attraverso la metafora della sua funzione protettiva, viene evocata l’immagine della necessità di #difesa nei confronti dell’ecosistema affettivo ed emozionale.

Il #naso è l’organo attraverso il quale il cervello animale comunica l’arrivo dei possibili piaceri, ma anche e soprattutto degli incombenti pericoli, in sintesi è un #organo di analisi ed espressione di #competenza. In questo caso, la metafora riguarda la possibile #paura #del #giudizio ed eventuali #critiche altrui.

Nello stesso senso, parla di #accettazione e/o non accettazione degli stimoli che arrivano dalla vita.

Parla della sensazione di #cattivo #odore metaforico di ciò che non va nella propria vita.

Infine, la patologia nasale parla della volontà inconscia di #distacco dal mondo #emozionale.

La patologia esiste ed è reale, le terapie sono indispensabili, l’atteggiamento del paziente, fa la differenza.

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