“Sento la voglia di buffeggiare”. Gianni Schicchi al Conservatorio di Bari

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Pierfranco Moliterni

Un gran bella sorpresa, non c’è che dire, quella accolta da un gran pubblico partecipe e attento dalla musica e dalle movenze sceniche degli allievi del ‘Dipartimento di Canto e Teatro Musicale’ del Conservatorio Piccinni di Bari- tutti motivati e ben preparati dai loro docenti: i maestri Mimmo Colaianni, Giacomo Colafelice e Emanuela Aymone. Per non tacere dell’ottima prova della orchestra di allievi e docenti come al solito sempre ben diretta da Giovanni Pelliccia. Una bella squadra, non c’è che dire.

Una recita operistica vera e propria con tanto di costumi, scene, luci, comparse. Cosa ancora abbastanza rara qui da noi perché tra venerdi e sabato 11 e 12 ottobre è ‘andata in scena’ , è proprio il caso di dirlo, l’opera in un atto di Puccini Gianni Schicchi che, con Suor Angelica e Il Tabarro fa parte del famoso trittico per la prima volta rappresentato a New York nel 1918 (I guerra mondiale in corso). Un piccolo gioiello che il toscano, il lucchese Puccini, prese dal canto XXX dell’Inferno di Dante in cui lo Schicchi era tra i falsari condannati alle pene infernali:

“Quel folletto è Gianni Schicchi,e va rabbioso altrui così conciando”.[….] per guadagnar la donna de la torma, e falsificare in sé Buoso Donati,
testando e dando al testamento norma”.

Una bella impresa dunque che fa ben sperare per la qualità dei giovani cantanti, ora ancora allievi, su cui svettava per bella voce, intonazione, personalità, presenza scenica, Donatella De Luca nei panni di Lauretta la figlia di quell’ «imbroglione» di suo padre. Incantevole la celebre aria che canta Lauretta “Oh mio babbino caro” che nel passato ha sempre avuto voci femminili del calibro di Maria Callas, Montserrat Caballè e recentemente Anna Netrebko. Ebbene, la ‘nostra’ Donatella non vi ha per niente sfigurato perché ben preparata, come detto, da quel ‘mago’ sempre bravo e umanamente simpatico (e attaccato al proprio lavoro di docente di canto) che risponde al nome del baritono Colaianni, il quale ha curato anche la regìa e sostenuto, da par suo, la parte di Schicchi

Non possiamo qui nominare tutti e gli altri otto coprotagonisti, ma una constatazione la dobbiamo fare. Tra essi, tra cast della prima e seconda serata, abbiamo notato esserci molti cantanti cinesi! Sì, dico bene, cinesi della Cina…i quali, ci risulta, sono iscritti al Conservatorio barese e lo frequentano molto seriamente, come avviene in quasi tutti gli altri buoni istituti musicali italiani dove, appunto, i giovani cinesi vanno per imparare la nostra bella lingua e la nostra bella musica. Partendo naturalmente dalla lirica, dal melodramma in cui più facilmente si veicolano entrambi i doni culturali della nostra bella Italia: musica e idioma.

 

 

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