Da Ennio a… Ennio: Morricone ‘double face’

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di Pierfranco Moliterni

Pochi appassionati di musica conoscono il vero ‘passato remoto’ di Ennio Morricone, ancora oggi considerato da tutti, alla bella età di 90 anni, il supermaestro della colonna sonora, un supermaestro che la X edizione del BIF&ST 2019 onorerà al  massimo grado con premi, riconoscimenti vari sino alla consegna delle chiavi della città di Bari. Già premio Oscar alla carriera nel 2016 “per lo straordinario e variegato contributo all’arte della musica”- così come recita la motivazione ufficiale della giurìa americana che lo volle finalmente premiare dopo ben altre precedenti 5 candidature tra cui quella, che lui stesso cita come uno ‘sgarbo’ alla qualità oggettiva di un film magistrale e di un suo soundtrack altrettanto magistrale  dispiegato nel film Mission, è interessante ripercorrere un po’ la sua carriera.

Nel 1946 Ennio si era diplomato in tromba e nel 1954 aveva  conseguito il diploma in Composizione al Conservatorio di S. Cecilia a Roma sotto la guida di un importante compositore della modernità come Goffredo Petrassi. Autore anche di ‘musica assoluta’, così come egli stesso chiama la ‘musica colta, alias la musica d’arte e d’avanguardia’ (genere che egli non ha mai smesso di comporre), sin dal 1965 Morricone era entrato a far parte del gruppo d’improvvisazione e d’avanguardia “Nuova Consonanza” laddove si distinse, subito, per la maestrìa compositiva applicata soprattutto alla strumentazione. E infatti, tale qualità ‘artigianale’ d’alto livello lo indusse a lavorare dapprima come orchestratore e direttore d’orchestra nel campo discografico e successivamente come compositore per il teatro, la radio e il cinema. Risalgono infatti ai primi anni ’60 i suoi ‘arrangiamenti’ per la RAI e la RCA-Italia applicati a canzoni memorabili. Citiamo almeno due di esse, da ricordare davvero per sempre, due piccoli capolavori come essi sono: Se telefonando e Sapore di sale  per le voci di Mina e Gino Paoli.

La carriera di compositore per il cinema è iniziata per lui, ufficialmente, nel 1961 con il film diretto da Luciano Salce Il Federale ma la fama mondiale è arrivata grazie ad una reciproca frequentazione adolescenziale con l’ex compagno di una scuola romana, Sergio Leone, il quale lo convinse a scrivere le musiche per i suoi film, i cosiddetti  ‘western all’italiana’: Per un pugno di dollari (1964) Per qualche dollaro in più (1965), Il buono, il brutto e il cattivo (1966), C’era una volta il  West (1968) Giù la testa (1971). Convinto a tralasciare per un po’ la vocazione ‘avanguardistica’ delle ricerca musicale del dopo Darmstadt, a partire dal 1961 in poi Ennio Morricone ha composto le musiche per più di 450 film collaborando con numerosi registi italiani e internazionali, tra cui Sergio Leone, Gillo Pontecorvo, Pier Paolo Pasolini, Bernardo Bertolucci, Giuliano Montaldo, Lina Wertmuller, Giuseppe Tornatore, Brian De Palma, Roman Polanski,  Oliver Stone, Margarethe Von Trotta,  Pedro Almodovar e Roland Joffè. Tra i suoi film più famosi ricordiamo (oltre ai citati film western italiani): La battaglia di AlgeriSacco e VanzettiNuovo Cinema ParadisoLa leggenda del pianista sull’oceano; MalenaThe Untouchables; C’era una volta in America, Mission.

Proprio perché seguace della ricerca musicale colta, Morricone all’inizio della sua carriera, in base alla sua formazione ‘accademica’ seria non ha mai del tutto tralasciato la composizione di musica assoluta che comprende più di 100 brani tra i quali si ricordano: Concerto per Orchestra n.1 (1957); Frammenti di Eros (1985); Cantata per L’Europa (1988); UT, per tromba, archi e percussioni (1991); Ombra di lontana presenza (1997); Voci dal silenzio(2002); Sicilo ed altri frammenti (2007); Vuoto d’anima piena (2008).

Noi che lo abbiamo conosciuto personalmente grazie anche alla precoce stima che di lui aveva un altro ‘principe’ della colonna sonora dal nome di Nino Rota (nostro direttore al Conservatorio di Bari, proprio negli anni ’60), ricordiamo che il maestro milanese, ma barese d’adozione Rota, ci parlava di questo musicista romano, dal  grande talento e di sicuro avvenire.

Il  maestro Morricone resta un musicista a tutto tondo. Un musicista double face capace di coniugare ricerca e proposizione extracolta ma di qualità sempre eccelsa.

(prof. Pierfranco Moliterni- UNIBA)

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