Non solo liturgìa. La rinascita dell’organo a canne

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di Pierfranco Moliterni

Dal titolo di questo mio intervento per ‘PolisNotizie’, qualcuno (o più di uno?) potrebbe ironizzare poiché in esso si parla di canne e di organo…. Ma gli sprovveduti, coloro che ignorano l’esistenza stessa degli strumenti ‘colti’ – ad uso e consumo cioè della musica colta, o d’arte che dir si voglia- non sanno che l’organo a canne è uno strumento antichissimo che affonda le sue origini addirittura nel III secolo avanti Cristo! Dopo la diffusione in età moderna, vindice il suo uso liturgico prima nella chiesa cattolica e poi nella chiesa luterana, questo nobile, generoso e grande strumento si è imposto in ogni dove: non c’è quasi nessuna chiesa di qualsiasi credo religioso che non abbia il proprio strumento, imperioso, situato nel suo androne, una sorta di guardiano muto che sta a guardia dei fedeli ma pronto a diffondere il suo suono per ogni dove, aprendo varchi di pura emozione nei cuori e nella sensibilità di chi lo ascolta, siano essi religiosi, fedeli, credenti ovvero infedeli o agnostici. “Nella Chiesa latina si abbia in grande onore l’organo a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere un notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti”. (SC120). Così la Chiesa del Concilio Vaticano II esalta l’organo e la sua dignità nelle liturgie.

C’è da dire che la città di Bari e la regione Puglia hanno un patrimonio di istituti religiosi di tutto rispetto e conseguentemente la diffusione dell’organo è dovuta alla sua penetrazione negli istituti religiosi poiché monasteri, abbazie, chiese, cattedrali, basiliche sono presenti in tutta la regione equamente distribuiti nelle sue vaste e varie province. In età più vicina a noi, lo strumento dell’organo si è emancipato e come liberato da tali, storici  vincoli liturgici, e va dato merito, ancora una volta, a Nino Rota l’aver dato un impulso notevole allo studio dell’organo e alla sua imponente letteratura organistica. Quel Nino Rota che viene ancor oggi semplicisticamente etichettato come ‘il musicista dei film di Fellini’e che fu invece, per più di trent’anni, dal 1946 al 1978, docente a Taranto e  a Bari e poi direttore del Liceo Musicale, del Conservatorio Piccinni e poi delle sedi musicali di Monopoli-Matera-Foggia-Lecce-Rodi Garganico-Ceglie Messapica che dipendevano un po’ da lui e dalle sue scelte dirigenziali molto ascoltate dai vari ministri della P.I.  In tutta onestà bisogna quindi riconoscere a Rota la volontà di diffondere lo studio dell’organo e quindi la diffusione della letteratura organistica in tutta la Puglia e la Basilicata (Matera) avvalendosi di una serie di maestri d’organo di tutto rispetto, i cui nomi sono quelli, a tacer d’altri, di Donato Marrone, Adamo Volpi, Luigi Celeghin, Grazia Salvatori, Mauro Pappagallo, Margherita Quarta, don Anselmo Susca o.s.b., sino ad arrivare ai giorni d’oggi con Margherita Sciddurlo, Enzo Filocaro, Francesca De Sanctis, Antonio Parisi, Domenico Tagliente, Gian Vito Tannoia, Francesco Di Lernia. Ben vengano quindi i concerti d’organo proposti in questi ultimi mesi, da quelli all’Auditorium del Conservatorio di Bari (Filocaro)  a quelli di Monopoli/Castellana Grotte (Salvatori) per finire agli ultimi in arrivo in quel di Mola di Bari.

Qui il ‘cerimoniale organistico’ è messo in atto da una brava e affascinante organista di casa nostra qual è Margherita Sciddurlo, la quale, oramai da dieci anni, organizza annualmente, da direttore artistico e ella stessa come solista, concerti organistici nella chiesa di Santa Maria del Passo e ora nella chiesa di San Domenico. Due organi di Mola, il primo è antico, anzi antichissimo, risale addirittura al 1747 ed è opera del famoso organaro Pietro de’ Simone: “Strumento completamente autentico e originale, riconoscibile da un autografo presente sulla tavola di riduzione della tastiera, in basso a destra, che così recita: “P. de’ Simone Bari 1747”.

Dunque a Mola di Bari, dal 9 marzo all’8 giugno di quest’anno, con cadenza mensile, si succederanno ben otto solisti,  e cioè concertisti di organo di fama nazionale o di provenienza internazionale come Stefan Baier, Benantzi Bilbao ovvero  il giapponese Yuzuru Hiranaka, domenica 7 aprile, egli molto titolato e molto noto in Danimarca e in altre nazioni europee. Dunque, è bene sottolineare quello che è un dato incontrovertibile e che ci vede noi stessi innamorati, ‘patiti’ di questo splendido strumento: il re degli strumenti!

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