JUST ART 2.0: GIOVANI ARTISTI IN MOSTRA NEL SALONE DELLE FESTE DI PALAZZO DE MARI AD ACQUAVIVA DELLE FONTI.

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Maria Francesca C.

Il 7, 8, 9 dicembre dalle ore 18,00 Alle 22,00 ad Acquaviva delle Fonti nello splendente salone delle Feste del Palazzo di De Mari, “l’Arte torna in mostra”, con il patrocinio del Comune di Acquaviva in collaborazione con l’associazione giovanile dei Millenials.

Il palazzo De Mari, sede del municipio di Acquaviva delle fonti (BA), già Palazzo del Principe, dal 1655 è un’affascinante costruzione voluta dai principi De Mari, sorta su di un precedente castello normanno di cui restano le imponenti torri e alcuni elementi al piano terra. Avvolta dal mistero e dalla leggenda è la storia della decorazione a mascheroni entro nicchie che gira attorno al tetto e che continua ancora ad affascinare coloro che si soffermano ad osservare tali forme così grottesche e bizzarre.

La mostra intitolata “Just Art 2.0”, dopo il successo estivo di Just Art, viene riproposta in questo periodo natalizio con alcune novità. I giovani artisti che hanno esposto foto, dipinti e istallazioni artistiche sono stati 14: Alessandro De Giosa, Francesca Milella, Serena Signorile, Adriano Losacco, Francesco Napoletano, Stefano Capozzo, Teresa Chimienti, Dorel Gheorghe, Elisabetta Lamanna, Fabio Cristantiello, Davide Colafemmina, Grazia Ciccarella, Graziano Catella e l’Innanduo composto dal musicista Giuseppe Soressa e la danzatrice Sara Mitola.

La mostra presenta un pot-pourri di opere, tutte realizzate da giovanissimi artisti che hanno potuto esprimere il proprio stato d’animo e le proprie emozioni attraverso tele, foto e scritti. A rendere la mostra unica ha contribuito un duo, formato da un giovane batterista Giuseppe Soressa e una danzatrice Sara Mitola: Innanduo. Il loro lavoro di ricerca e di studio ha sorpreso il pubblico, che è stato coinvolto mentre visitava e guardava le opere dipinte, le foto e le istallazioni. Mentre Giuseppe suonava i brani da lui composti, Sara danzava e interpretava alcune frasi proposte dal pubblico su un cartellone messo a disposizione. Ci sono stati momenti di intesa emozione e condivisione uno dei quali, quando è apparsa sul cartellone una frase in cui c’era scritto: “La felicità è reale solo se condivisa”.

Innanduo è stato selezionato lo scorso luglio, al “Rooted Moon Theatre Art Festival” dove si è esibito per tre giorni in una suggestiva località della Sardegna.

I Millenians sono un gruppo di giovani acquavivesi che intendono promuovere una RIVOLUZIONE CULTURALE, rivoluzione che passa da valori come SOLIDARIETÀ, COLLABORAZIONE, FRATELLANZA, LIBERTÀ, CRESCITA, in un momento storico come il nostro che si nutre di individualismo.

Pensano che la formula segreta sia la sinergia, il teamworking, rispettando e valorizzando le peculiarità di ogni persona. Sono un gruppo smart, suddiviso in team di lavoro in base alle propensioni e competenze di ogni volontario, permettendo la crescita personale e professionale ai singoli, e il perseguimento dell’efficacia e dell’efficienza al gruppo.

Le opere esposte riflettono la passione, la visione incontaminata dall’esperienza, dei nostri giovani, che spesso nelle cronache di questi giorni vengono descritti come superficiali e inconcludenti. Guardando questi lavori si ha modo di riflettere sugli stati d’animo, le incertezze, le speranze e la voglia di sentirsi cittadini del mondo dei ragazzi di oggi: figli dei social e di internet “2.0”.

Un cartellone con foto di Città, quartieri, con ragazzi e gente di varie etnie, con una titolo: BABEL: “Le persone, più che i luoghi, riescono a raccontarti la storia di un posto. Ogni individuo è una storia. Queste sono storie che provengono da diverse parti del mondo. Più precisamente da Barcellona, Bari, Berlino, Praga, Acquaviva delle Fonti. Provate ad indovinare dove sono state scattate.” L’opera e di Davide Colafemmina. Guardando quest’opera si riflette: nell’ era della globalizzazione, tutte le città si assomigliano specialmente le periferie, la differenza è nelle persone, nella gente, nelle espressioni dei volti.

Leonardo Laterza con un istallazione molto originale: un bicchiere rosso trasparente riempito di piccole cancellature di gomma e di matite temperate ci comunica la sua difficoltà a crescere, a liberarsi della sua adolescenza, senza rinunciare alla speranza di un mondo migliore. “E poi succede di avvertir quel senso di fragilità e di incapacità. E’ La percezione della caduta libera, verso il basso. Siamo bravi a toccare il fondo. Ma l’istinto di autoconservazione prevale, sempre. E’ la forza del cuor, delle passioni, dei sussurri che alimentano la nostra vita… L’adolescenza non è età anagrafica. E’ psicologica… In questo vetro c’è la mia crisi, le miei paure, le miei incertezze, le mie maschere. Le ho cancellate. Vederle mi ricorda chi sono stato e chi sono ora…Questa opera non ha nome, ma parla dritto al cuore, alle passioni, felici, alla bellezza che c’è in ognuno di noi. “il cuore ha ragioni che la ragione non conosce”. (Leonardo Laterza).

Le opere sono tutte molto interessanti e belle, esprimono la passione, la forza e la bellezza a volte l’inquietudine giovanile.  Esprimono la libertà e le passione di queste giovani anime. “Cos’è l’arte se non libero movimento di personalizzazione?” (Leonardo Laterza).

La mostra con gli spettacoli di danza e musica è stata visitata da un folto pubblico e ha riscosso successo, tanto da far sperare per un ulteriore apertura per i prossimi giorni.

Questa mostra non lascia indifferenti, mentre la si visita si viene coinvolti emotivamente dalla musica, dal movimento, dalle foto, dalle tele.

Forse dovremmo fermarci un attimo a riflettere, ad ascoltare e a provare a capire chi sono i nostri ragazzi; a promuovere questi giovani artisti, ad accompagnarli nel percorso di crescita e non chiuderci nei nostri “alla mia età”.

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