Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: un convegno per riflettere e sensibilizzare.

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Maria Francesca C.

Ieri 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, si è tenuto il convegno dell’associazione femminile di volontariato “Fuori dall’Ombra”, nella suggestiva sede adibita in un’ala del meraviglioso castello Caracciolo di Cellamare.

La Presidentessa Rossana Garribba ha aperto la serata ricordando che la giornata mondiale contro la violenza sulle donne è stata istituita dall’ONU nel 1999, per ricordare il brutale assassino, avvenuto il 25 novembre 1960, delle tre sorelle Mirabal, che avevano tentato di opporsi al regime dittatoriale di Trujillo nella Repubblica Dominicana.

Sono intervenuti:

Dott. Luciano Anelli giornalista e operatore delle pari opportunità

L’Associazione Donne di carta- Persone libro: Mario De Marco(referente dell’associazione),Angela Raimondi(consigliera nazionale Ass. ne Donne di carta), Stefania Grittani, Loredana Bellini, Cosimo Cardellicchio, Giulia Maria Gallotta, Marilena Sepe.

Daniela Ciriello fotografa e coautrice del libro “UN GRANELLO DI COLPA”

Dott.ssa Maria Luisa Zaza , educatrice del CAV  “Il Giardino delle Lune” dell’ambito sociale n. 5.

Dottor Mimmo Leo Pedagogista

L’attrice Antonella Radicci e Piro Fabris per le fotografie.

Luciano Anelli, moderatore, giornalista, operatore delle pari opportunità si è segnato il viso con il rossetto rosso per aderire alla campagna lanciata su facebook “non è normale che sia normale”, non ha voluto tediare il pubblico con numeri, ha solo richiamato dei dati Istat che parlavo di ben 49.000 donne che nel 2017 si sono rivolte ai centri antiviolenza. Questo per sottolineare che il fenomeno sta diventando preoccupante. Ci ha invitato a non girare la testa dall’altra parte quando, qualora ci capitasse assistere ad atti di violenza: bisogna sempre denunciare e cercare di aiutare la vittima, altrimenti diventiamo complici.

Il pedagogista Dott. Cosimo Leo ci ha parlato dell’infibulazione una violenza che viene perpetuata sulle bambine dalle stesse donne della famiglia per tramandare le tradizioni. L’infibulazione è una mutilazione genitale femminile. Consiste nell’asportazione della clitoride, delle piccole labbra, di parte delle grandi labbra vaginali con cauterizzazione, cui segue la cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere la fuoriuscita dell’urina e del sangue mestruale (Wikipedia). Un fenomeno molto diffuso nel mondo che con l’immigrazione si è diffuso anche da noi in Italia, per sconfiggere questi riti tribali secondo il dottore bisogna educare ed informare e formare i bambini fin dalla tenera età, già nelle scuole materne. Insegnare ai piccoli e soprattutto ai loro genitori il rispetto per le bambini di genere femminile.  L’infibulazione è una pratica disumana che tende a rendere invalide le donne per renderle inferiori.

La dott.ssa Maria Luisa Zazza operatrice del centro antiviolenza Cav “il Giardino delle Lune” nel suo breve e intenso intervento ha parlato dell’importanza di denunciare e di chiedere aiuto ai primi campanelli d’allarme e ha parlato della difficoltà delle donne a denunciare perché sono preoccupate e angosciate per il futuro incerto dei propri figli, poiché non posseggono risorse economiche e la violenza subita le ha isolate dal resto del mondo. In Puglia i Cav funzionano bene e sono ben organizzati, ci ha rassicurato la dottoressa, quindi costituiscono un valido aiuto per le donne soggette a violenza. La peculiarità di questo centro antiviolenza è quello di aver aperto da poco uno sportello di ascolto dei “maltrattanti” e che hanno avuto già un caso da trattare.

L’Associazione Donne di carta: Io sono una persona libro è portavoce dal 2009 del “Proyecto Fahrenheit 451- Las personas libro” fondato da Antonio Rodríguez Menéndez, tratto dall’idea del romanzo di Ray Bradbury, che raccontava di un mondo senza più romanzi, né saggi o enciclopedie, bruciati da inconsueti pompieri distruttori della cultura. Il sapere viene salvato da una comunità di volontari ed ecco, per l’appunto, le persone libro che imparano pagine a memoria e le portano là dove la lettura non c’è, crea una nuova rete di relazioni attraverso parole, sguardi e pagine amate. I componenti dell’associazione presenti al convegno, ha invitato il pubblico ad entrare in intimità tirandosi addosso una coperta virtuale e le persone libro hanno recitato storie di donne violentate, nell’anima e nel corpo. Il pubblico in sala è entrato in empatia con le storie raccontante dalle persone libro, palpando, la paura, la solitudine, l’angoscia in cui versano le donne soggette a violenza.

La fotografa Daniela Ciriello coautrice con la scrittrice Antonella Caprio del libro “Un Granello di colpa”, ci ha mostrato delle foto di donne violentate nell’animo.  Tutte sono in bianco e nero. “Ci sono tanti tipi di violenza, quella psicologica è la più subdola perché non lascia segni sul viso, ma nell’anima. E soprattutto è quella che arriva prima di ogni altra violenza” ha detto la fotografa che è stata un vittima di violenza in prima persona. Le donne che ha fotografato hanno il volto nascosto ad indicare che hanno perso la loro identità e non hanno cicatrici o lividi sul corpo: sono ferite che non si vedono perché sono più profonde, sono all’interno, nell’anima. Quello che emerge dalle foto è tanta sofferenza e solitudine.

Nella prefazione del libro la giornalista Annamaria Minunno  parla della donna colpevolizzata, sempre e comunque dalla società, o perché troppo bella o troppo intelligente, provocante, “oggetto” del desiderio maschile. “L’ha scritto anche Alda Merini nella poesia “A tutte le Donne”: sei un granello di colpa/anche agli occhi di Dio/malgrado le tue sante guerre per l’emancipazione (da Libro “UN GRANELLO DI COLPA”). Il Libro alla fine si chiude con una foto che è una speranza per tutte: una donna che mostra il volto tra i veli: “Prendi coscienza della tua forza e solleva i veli della sottomissione brutale” (dal libro “UN GRANELLO DI SABBIA”)

“Il miglior servizio che si possa fare alla società è quello di promuovere occasioni di incontro come questo a Cellamare” ha sottolineato l’operatrice del Cav. Dott.ssa Zaza. Parlarne e sensibilizzare più persone possibili, entrare nelle scuole e far partecipare soprattutto gli adolescenti, loro sono il fulcro della nostra società e sono la nostra risorsa più importante: sono il nostro futuro.

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