Le piace Brahms?

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(di Pierfranco Moliterni)

“Caro amico, vorrei mandarti un certo numero di passaggi per violino … mi domando se non sei tanto sprofondato in Mozart e forse in Joachim stesso, da poter disporre di un’oretta per guardarli”. Il breve appunto dell’agosto 1878 che Brahms inviò all’amico e grande violinista del suo tempo, Joseph Joachim, getta uno sguardo conoscitivo, e ben oltre i limiti di un biglietto amichevole che riguardava la sua ‘revisione’ in vista del suo unico concerto per violino e orchestra in re magg., rispetto alle tre Sonate per violino e pianoforte (ovvero per pianoforte e violino come usualmente gli editori del tempo decidevano di fare, a seconda di un loro personale intendimento) che si succedettero nel decennio dal 1878 al 1888 come op. 78, 100 e 108 del vasto catalogo brahmsiano. Abbiamo voluto scientemente intitolare questo nostro intervento, scherzando (ma non troppo) col titolo di un film della mia generazione che vedeva sullo schermo in bianco e nero interpreti del calibro di Ingrid Bergmann, Ives Montand e Antony Perkins. Anche lì, sulle immagini scorrevano musiche raffinate di Brahms….

L’occasione davvero imperdibile di ascoltare e di apprezzare tutto il corpus sonatistico brahmsiano per il duo violino/pianoforte è venuta a noi, appassionati cultori della Musica d’Arte, a Bari, e per merito della “Camerata Musicale Barese” che sceglie con oculatezza i propri programmi cameristici e come qui ha presentato, per la corrente stagione, due notevoli artisti di spolvero internazionale: il violinista Stefan Milenkovitc e il pianista Rohan De Silva alle prese appunto con l’integrale delle sonate brahmsiane. A saper ben ascoltare, secondo alcuni suoi esegeti, la musica da camera di Johannes Brahms richiama languori e piogge estive, marroni, verdi e ori del primo autunno. Ciò non sorprende poiché Brahms era essenzialmente un compositore ‘naturista’, viveva cioè durante tutto l’anno in attesa di trovare un riposante ‘resort’ di campagna, diremmo noi oggi, in cui passare i mesi estivi, passeggiare nei boschi e nei campi, rilassarsi, godersi i suoni e i profumi della natura, comporre e vedere da vicino amici titolati o umili, sempre accomunati da un senso severo del vivere e del vivere lavorando con la Musica. Sappiamo che tra i primi lavori che Brahms mostrò a Joachim, dopo il loro primo incontro nel 1853, fu proprio la sonata in La minore per violino e pianoforte che Brahms, straordinario pianista egli stesso, eseguì più tardi con Ferdinand David, altro insigne musicista-violinista del tempo.

 A Bari, la ‘Camerata’ ha proposto a Milenkovitc, violinista ‘di classe’ diremmo noi oggi e che per di più suonava un prezioso G.B. Guadagnini, con Rohan Da Silva straordinario pianista egli stesso e non certo mero, umile accompagnatore; Da Silva è stato collaboratore negli USA di Perlman, come qui per il giovane ma già affermatissimo Milenkovitc (figlio di madre italiana…), il quale da noi a Bari si è cimentato benissimo in tutte e tre le ardue sonate brahmsiane nel corso di una lunga serata felice e per noi indimenticabile, come poche.

Pierfranco Moliterni

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