“Ho incontrato l’aggressore”, parla Marina Abramovic

Adnkronos news – “Tra la folla c’era un uomo sulla quarantina che portava con sé un dipinto raffigurante il mio volto in modo distorto. Si è avvicinato guardandomi dritto negli occhi e io gli ho sorriso, pensando che fosse un regalo per me. In una frazione di secondo ho visto la sua espressione cambiare e diventare violenta, venendo verso di me molto velocemente e con grande forza. Sapete, i pericoli arrivano sempre molto rapidamente, come la morte stessa. E bisogna essere molto vigili per cogliere la sfida. Io non l’ho visto subito. Tutto ad un tratto mi ha sbattuto in testa violentemente il quadro, intrappolandomi dentro la cornice”. Così l’artista serba Marina Abramovic racconta, in una nota diffusa dalla Fondazione Palazzo Strozzi, l’aggressione di cui è stata vittima oggi a Firenze. Dopo il gesto, l’artista ha voluto incontrare il suo aggressore. “Tutto è successo molto rapidamente. Poi le guardie lo hanno isolato e fermato e il direttore Arturo (Galansino ndr) mi ha portato nel retro del bar nel cortile di Palazzo Strozzi per tranquillizzarmi. Ero sotto shock”, racconta. Continua a leggere

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