Il divario Nord Sud. L’indice composito di reddito e diseguaglianza

a cura del dott. Angelo Leogrande

Il Mezzogiorno con redditi bassi e disuguaglianza elevata sia rispetto al Nord sia rispetto alla media nazionale.

Il divario tra Nord e Sud appare evidente sia nella dimensione sociale, sia nella dimensione strettamente economico-finanziaria. In modo particolare il divario appare soprattutto sotto il punto di vista del reddito pro capite disponibile sia sotto il punto di vista della diseguaglianza. L’Istat misura l’indice composito di reddito e diseguaglianza costituito dalla differenza tra reddito medio disponibile pro capite e disuguaglianza del reddito disponibile. Di seguito viene preso in considerazione l’andamento dell’indice composito di reddito e diseguaglianza con riferimento al Nord, al Centro ed al Sud. I dati analizzati fanno riferimento al periodo compreso tra il 2004 e il 2015.

Nord. L’indice di reddito e diseguaglianza è cresciuto nel periodo tra il 2004 e il2015 con riferimento al Nord Italia. In modo particolare nel 2004 l’indice di reddito e disuguaglianza è stato pari a 108,9. Nel passaggio tra il 2004 e il 2005 l’indice di reddito e diseguaglianza è passato da un valore pari a 108,9 fino ad un valore pari a 110,7 ovvero una crescita pari ad un valore di 1,8 unità in valore assoluto e pari ad un valore di 1,7%. Nel passaggio tra il 2005 e il 2006 l’ammontare dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è passato da un valore pari a 110,7 fino ad un valore pari a 111,8 ovvero una crescita pari a 1,1 unità in valore assoluto equivalente ad una crescita dell’1,0%. Nel passaggio tra il 2006 e il 2007 il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è passato da un valore pari a 111,8 unità fino ad un valore pari a 114,1 unità ovvero pari ad una crescita di 2,3 unità in valore assoluto pari ad un valore di 2,1 unità in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2007 e il 2008 il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è rimasto costante ad un valore pari a 114,1 con un tasso di variazione assoluto e percentuale pari a 0,00. Nel passaggio tra il 2008 e il 2009 il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è passato da un valore pari a 114,1 fino ad un valore pari a 111,8 unità ovvero una variazione pari ad un valore di -2,3 unità in valore assoluto e pari ad una riduzione di -2,0 unità in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2009 e il 2010 l’ammontare dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è passato da un valore pari a 111,8 fino ad un valore pari a 111,6 unità ovvero una riduzione pari a -0,2 unità in valore assoluto ed in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2010 e il 2011 l’ammontare dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è passato da un valore pari a 111,6 fino ad un valore pari a 112,8 ovvero una variazione pari a 1,2 unità in valore assoluto pari ad una crescita di 1,1 unità in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2011 e il 2012 il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è passato da un valore pari a 112,8 unità fino ad un valore pari a 111,3 unità ovvero una variazione pari a -1,5 unità in valore assoluto e pari a -1,3 in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2012 e il 2013 il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è passato da un valore pari a 111,3 unità fino ad un valore pari a 111,4 unità ovvero pari ad una crescita di 0,1 unità sia in valore assoluto sia in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2013 e il 2014 il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è diminuito da un valore pari a 111,4 fino ad un valore pari a 111,1 ovvero una variazione pari a -0,3 unità sia in valore assoluto sia in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2014 e il 2015 il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è passato da un valore pari a 111,1 unità fino ad un valore pari a 110,9 unità ovvero pari a -0,2 unità in valore assoluto ed in valore percentuale. Nel contesto del periodo considerato l’indice composito di reddito e disuguaglianza è cresciuto nel Nord Italia sia in senso assoluto, di un valore pari a 2,0, sia in senso percentuale di un valore pari a 1,8. Pertanto il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza nel Nord Italia risulta essere sia crescente nel senso della Time Series sia risulta essere elevato in modo strutturale rispetto all’andamento dell’indice composito in Italia nello stesso periodo.

Centro. Il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza nel Centro è diminuito nel periodo tra il 2004 e il 2015. Nel 2004 il valore dell’indice composito di reddito e diseguaglianza nel Centro Italia è stato pari ad un valore di 104,9 unità. Nel passaggio tra il 2004 e il 2005 il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è passato da un valore pari a 104,9 unità fino ad un valore pari a 105,6 unità ovvero pari ad una crescita di 0,7 unità sia sotto il punto di vista assoluto sia sotto il punto di vista percentuale. Nel passaggio tra il 2005 e il 2006 il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è passato da un valore pari a 105,6 fino ad un valore pari a 106,8 ovvero pari ad una crescita di 1,2 unità in valore assoluto e di 1,1 unità in misura percentuale. Nel passaggio tra il 2006 e il 2007 il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è passato da un valore pari a 106,8 unità fino ad un valore pari a 109,1 unità ovvero una variazione pari a 2,3 unità in valore assoluto pari ad un valore di 2,2 unità in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2007 e il 2008 il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è passato da un valore pari a 109,1 fino ad un valore pari a 108,6 unità ovvero una variazione pari ad un valore di -0,5 unità in valore assoluto e di -0,5 unità in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2008 e il 2009 il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è cresciuto da un valore pari a 108,6 fino ad un valore pari a 107,5 unità ovvero una riduzione pari ad un valore di -1,1 unità in valore assoluto pari a -1,0 in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2009 e il 2010 il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è passato da un valore pari a 107,5 unità fino ad un valore pari a 106,0 unità ovvero una variazione pari ad un valore di -1,5 in senso assoluto e pari ad un valore di -1,4 in senso percentuale. Nel passaggio tra il 2010 e il 2011 l’ammontare dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è passato da un valore pari a 106,0 fino ad un valore pari a 106,6 ovvero una variazione pari a 0,6 unità in senso assoluto ed una equivalente variazione in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2011 e il 2012 il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è passato da un valore pari a 106,6 unità fino ad un valore pari a 104,2 unità ovvero pari ad una riduzione di -2,4 unità in valore assoluto equivalente ad una riduzione di -2,3 unità in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2012 e il 2013 il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è passato da un valore pari a 104,2 unità fino ad un valore pari a 103 unità ovvero una riduzione pari a -1,2 unità sia in valore assoluto sia in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2013 e il 2014 il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è passato da un ammontare pari a 103,0 fino ad un valore di 103,1 ovvero una variazione pari a 0,1 unità in valore assoluto e percentuale. Nel passaggio tra il 2014 e il 2015 il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è passato da un valore pari a 103,1 fino ad un valore pari a 101,8 unità ovvero una variazione pari ad un valore di -1,3 unità in valore assoluto ed in valore percentuale. Nel complesso il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è diminuito di un valore pari a -3,1 unità in valore assoluto e di -3,0 unità in valore percentuale. Il Centro Italia pertanto, per quanto sia effettivamente riuscito ad essere sempre al di sopra del valore indicato nell’anno di riferimento ovvero il 2010, è stato anche caratterizzato da una tensione al ribasso dell’indice considerato che ha perso il 3% nel 2015 rispetto all’inizio del periodo.

Mezzogiorno. Il valore dell’indice di reddito e disuguaglianza del Mezzogiorno è diminuito nel periodo considerato. In modo particolare nel 2004 il valore dell’indice di reddito e disuguaglianza è stato pari ad un valore di 83,9. Nel passaggio tra il 2004 e il 2005 l’indice è cresciuto di da un valore pari a 83,9 unità fino ad un valore pari a 84,8 unità ovvero una crescita pari ad un valore di 0,9 unità in valore assoluto e pari ad un ammontare dell’1,1% in senso percentuale. Nel passaggio tra il 2005 e il 2006 il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza per il Mezzogiorno è passato da un valore pari a 84,8 unità fino ad un valore pari a 87,00 unità ovvero una crescita pari ad un ammontare di 2,2 unità in valore assoluto pari ad un valore di 2,6%. Nel passaggio tra il 2006 e il 2007 il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è cresciuto da un valore pari a 87 unità fino ad un valore pari a 88,4 unità ovvero pari ad una crescita di 1,4 unità in valore assoluto equivalente ad un valore di 1,6 unità in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2007 e il 2008 il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è cresciuto da un valore pari a 88,4 unità fino ad un valore pari a 88,9 unità ovvero una crescita pari a 0,5 unità in valore assoluto ed equivalente ad un ammontare di 0,6 unità in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2008 e il 2009 il valore dell’indice composito di reddito e diseguaglianza nel Mezzogiorno è passato da un valore pari a 88,9 unità fino ad un valore pari a 87,6 unità ovvero una riduzione pari ad un ammontare di 1,3 unità in valore assoluto equivalente ad una riduzione dell’1,5%. Nel passaggio tra il 2009 e il 2010 l’ammontare dell’indice composito di reddito e disuguaglianza nel Mezzogiorno è cresciuto da un valore pari a 87,6 unità fino ad un valore pari a 84,7 unità ovvero una riduzione pari a -2,9 in valore assoluto equivalente a -3,3 in valore percentuale.

Tra il 2010 e il 2011 il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è cresciuto da un valore pari a 84,7 unità fino ad un valore pari a 86,2 unità ovvero una crescita pari a 1,5 unità in valore assoluto e pari ad una crescita dell’1,8%. Tra il 2011 e il 2012 il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è cresciuto da un valore pari a 86,2 unità fino ad un valore pari a 81,8 unità ovvero pari ad una crescita di -4,4 unità equivalente ad una riduzione del -5,1%. Nel passaggio tra il 2012 e il 2013 il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è cresciuto da un valore pari a 81,8 unità fino ad un valore pari a 83,6 unità ovvero una variazione pari a 1,8 unità pari a 2,2%. Nel passaggio tra il 2013 e il 2014 il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è cresciuto da un valore pari a 83,6 unità fino ad un valore pari a 84,6 unità ovvero una crescita pari ad 1 punto in valore assoluto ed equivalente ad un valore di 1,2 punti in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2014 e il 2015 il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è diminuito da un valore pari a 84,6 unità fino ad un valore pari a 81,3 unità ovvero una variazione pari ad un ammontare di -3,3 unità equivalente ad un valore di -3,9%. Nel complesso nel periodo considerato il valore dell’indice per il Mezzogiorno è diminuito di un valore pari a -2,6 unità in valore assoluto e pari a -3,1 in valore percentuale. Nel complesso il valore dell’indice composito di reddito e disuguaglianza è diminuito nel periodo considerato nel Mezzogiorno segnando non solo il distacco nei confronti del Nord ma anche nei confronti del Centro, pure se in calo, ed anche nei confronti della media Nazionale. Occorre pertanto che le classi dirigenti meridionali, insieme con le istituzioni pubbliche, cerchino di incrementare sia l’offerta di lavoro, sia di agire nell’interno della disuguaglianza per mitigare gli effetti del mix costituito da disoccupazione e sistema redistributivo iniquo.

Italia. L’indice composito di reddito e disuguaglianza ha avuto un andamento altalenante anche a livello nazionale, dove si verifica una crescita del valore nel periodo tra il 2006 e il 2009 ed anche nell’anno 2011, ma che poi, a partire dall’anno 2012 fino al 2015 risulta essere caratterizzato da un declino fino ad arrivare ad un valore di 97,4 nel 2016. E’ chiaro che sul dato nazionale pesa in modo particolare la situazione meridionale, che riduce la possibilità dell’Italia di permanere stabilmente al di sopra del valore dell’indice nell’anno base, ovvero 2010=100.

Conclusioni. L’esistenza del divario tra Nord e Sud risulta essere evidente nell’interno dell’analisi dei dati economici. Il sud Italia è rimasto indietro non soltanto nei confronti del Nord ma pure nei confronti del Centro. E’ molto difficile, che in assenza di massicci trasferimenti di risorse, e di piani di investimento intensi, si possa modificare la condizione. La competitività del paese risulta essere bassa, in quanto la nazione italiana è gravata da un divario che riduce la possibilità di generare una crescita economica costante. Il caso dell’Italia in realtà non è isolato, in quanto ogni paese ha i suoi divari regionali interni e la sua disuguaglianza sistemica a fronte della crescita di aree che sono in grado di trainare uno sviluppo economico complessivo dell’intera nazione. Tuttavia alcuni paesi, come per esempio la Germania e la Polonia, sono riusciti a mitigare gli effetti dei divari regionali grazie soprattutto a delle politiche economiche mirate che hanno creato anche dei network tra istituzioni, organizzazioni, e comunità, in grado di attivare e fare distribuire i vantaggi della crescita economica, dello sviluppo economico, dell’innovazione tecnologica, e degli incrementi marginali di produttività che sono possibili anche attraverso l’azione nell’interno delle strutture delle imprese. Occorre pertanto che venga rinsaldato un patto, una alleanza, ovvero una “great partnership” tra le classi dirigenti pubbliche e private, la popolazione, ed anche i bankers che siano in grado di finanziarie, anche mediante presti e concessioni agli enti pubblici, oppure mediante azioni nei confronti dell’economia privata, quel contesto di imprese, di organizzazioni produttive, che nelle connessioni inter-regionali, ed internazionali possono comportare una crescita dei redditi ed una riduzione del livello della disuguaglianza nell’interno delle regioni italiane ed in modo particolare nel Mezzogiorno.

 

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