Il divario Nord-Sud. Il tasso di occupazione

a cura del dott. Angelo Leogrande

La crisi finanziaria ha contagiato il mercato del lavoro a partire del 2012

Di seguito si prende come punto di riferimento il tasso di occupazione standardizzato elaborato dall’Istat nell’interno della rilevazione per la determinazione del Benessere Equo Sostenibile. In modo particolare la variabile analizzata viene presa in considerazione nel periodo compreso tra il 2008 e il 2016. L’anno di riferimento per il calcolo della variabile è il 2010 ovvero 2010=100. I dati vengono analizzati per cogliere sia delle tendenze di carattere generale nell’interno dello scenario italiano, sia anche per analizzare quelle che sono le differenze tra i vari sistemi regionali e macro-regionali del Nord, del Centro e del Sud Italia.

Nord. Il tasso di occupazione standardizzato nel Nord Italia è diminuito nel periodo considerato. Il tasso di occupazione standardizzato nel Nord Italia nel 2008 è stato pari a 116,5. Nel passaggio tra il 2008 e il 2009 il tasso di occupazione standardizzato nel Nord Italia è passato da un valore pari a 116,5 fino ad un valore pari a 114,3 ovvero una diminuzione pari a -2,2 unità in valore assoluto pari a -1,9 in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2009 e il 2010 l’ammontare del tasso di occupazione standardizzato è passato da un valore pari a 114,3 fino ad un valore pari a 113,6 ovvero una variazione pari ad un valore di -0,7 unità in valore assoluto equivalente ad un valore di -0,6 in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2010 e il 2011 l’ammontare del tasso di occupazione standardizzato è passato da un valore pari a 113,6 unità fino ad un valore pari a 114,0 unità ovvero una crescita pari a 0,4 unità sia in valore assoluto sia in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2011 e il 2012 l’ammontare dell’indice dell’occupazione standardizzato è passato da un valore pari a 114,0 fino ad un valore pari a 113,8 ovvero è diminuito di un valore pari a -0,2 unità sia sotto il punto di vista assoluto sia sotto il punto di vista percentuale. Nel passaggio tra il 2012 e il 2013 il valore dell’indice di occupazione standardizzato è passato da un valore pari a 113,8 fino ad un valore pari a 112,6 ovvero una variazione pari ad un valore di -1,2 unità in valore assoluto e pari a -1,1 in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2013 e il 2014 il valore dell’indice dell’occupazione standardizzato è passato da un valore pari a 112,6 unità fino ad un valore pari a 113,1 unità ovvero una variazione pari a 0,5 unità in valore assoluto e pari a 0,4 unità in valore percentuale. Tra il 2014 e il 2015 l’ammontare dell’indice di occupazione standardizzato è passato da un valore pari a 113,1 fino ad un valore pari a 114,0 unità ovvero pari ad una variazione positiva in valore assoluto equivalente allo 0,9 e ad una variazione percentuale pari a 0,8 unità. Nel passaggio tra il 2015 e il 2016 il valore dell’indice dell’occupazione standardizzato è passato da un valore pari a 114,00 unità fino ad un valore pari a 116,00 unità ovvero una variazione pari ad un ammontare equivalente di 2,00 unità in valore assoluto e pari ad un valore di 1,8 in valore percentuale. Nel complesso nel periodo considerato il valore dell’indice di occupazione standardizzato è diminuito di 0,5 punti in valore assoluto e di 0,4 unità in valore percentuale. Tuttavia, nonostante l’andamento negativo, occorre considerare che il valore dell’indice dell’occupazione è stato sempre elevato per il Nord Italia rispetto alla dimensione media italiana.

Centro. Il tasso di occupazione standardizzato nel Centro Italia ha avuto un andamento altalenante nel periodo considerato anche se nel complesso nel 2016 risulta essere basso rispetto al 2008. Nel 2008 l’ammontare dell’indice di occupazione standardizzato nel Centro Italia è stato pari a 110,0. Nel passaggio tra il 2008 e il 2009 l’ammontare dell’indice di occupazione standardizzato è passato da un valore di 110,0 unità fino ad un valore di 108,6 unità ovvero una variazione pari a -1,4 unità in valore assoluto equivalente ad un valore di -1,3 unità in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2009 e il 2010 il valore del tasso di occupazione standardizzato è passato da un valore pari a 108,6 unità fino ad un valore pari a 107,8 ovvero una variazione pari ad un valore di 0,8 in valore assoluto pari ad un valore di -0,7 in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2010 e il 2011 il valore del tasso di occupazione standardizzato del Centro è passato da un valore pari a 107,8 unità fino ad un valore pari a 107,1 unità ovvero una variazione pari ad un valore di -0,7 unità in valore assoluto equivalente a -0,6 in valore percentuale. Tra il 2011 e il 2012 il tasso di occupazione standardizzato è rimasto privo di variazioni al valore di 107,1 unità. Tra il 2012 e il 2013 il tasso di occupazione standardizzato è diminuito di un ammontare pari a -1,3 unità passando da un valore pari a 107,1 fino ad un valore pari a 105,8 ovvero una variazione percentuale pari a -1,2%. Nel passaggio tra il 2013 e il 2014 l’ammontare del tasso di occupazione è passato da un valore pari a 105,8 unità fino ad un valore pari a 107,00 unità ovvero una variazione pari a 1,2 unità in valore assoluto equivalenti ad una variazione di 1,1 in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2014 e il 2015 il tasso di occupazione standardizzato per regione e ripartizione geografica è passato da un valore pari a 107,00 unità fino ad un valore di 108,00 unità ovvero una variazione positiva pari a 1,00 unità in valore assoluto e pari a 0,9 unità in valore percentuale. Tra il 2015 e il 2016 l’ammontare del tasso di occupazione standardizzato è passato da un valore pari a 108,00 fino ad un valore pari a 109,1 ovvero una variazione pari a 1,1 in valore assoluto pari a 1,0 in valore percentuale. Nel complesso tra il 2008 e il 2016 il valore del tasso di occupazione standardizzato è diminuito per il Centro da un valore pari a -0,9 unità in misura assoluta fino ad un valore pari a -0,8 unità in misura percentuale. Tuttavia anche se il tasso di occupazione nel Centro Italia ha avuto un andamento decrescente nel confronto tra l’esercizio 2016 e il 2008 esso rimane comunque elevato rispetto all’andamento del tasso di occupazione italiano, considerando il 2010 come anno base.

Mezzogiorno. Il tasso di occupazione nel Mezzogiorno è diminuito nel periodo considerato. Tuttavia occorre anche considerare che il tasso di occupazione nel Mezzogiorno risulta essere strutturalmente inferiore rispetto al tasso di occupazione rilevato in Italia nell’anno base 2010, ovvero 2010=100. Nel 2008 il valore del tasso di occupazione rilevato nel Mezzogiorno è stato pari a 81,9 unità ovvero di ben 18 unità inferiore rispetto al valore nazionale del medesimo indice nell’anno base per l’Italia costituito dal 2010. Nel passaggio tra il 2008 e il 2009 il tasso di occupazione è passato da un valore pari a 81,9 unità fino ad un valore pari a 79,4 unità ovvero una variazione pari ad un valore di -2,5 unità in senso assoluto e pari a 3,1 unità in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2009 e il 2010 l’ammontare del tasso di occupazione è passato da un valore pari a 79,4 unità fino ad un valore pari a 78,1 unità ovvero una diminuzione sotto il punto di vista assoluto pari a 1,3 unità e sotto il punto di vista percentuale pari a -1,6 unità. Nel passaggio tra il 2010 e il 2011 l’ammontare dell’indice di occupazione standardizzato con riferimento al Mezzogiorno è rimasto invariato al valore pari a 78,1 unità. Nel passaggio tra il 2011 e il 2012 l’ammontare del tasso di occupazione standardizzato è passato da un valore pari a 78,1 fino ad un valore pari a 77,6 unità ovvero una variazione pari ad un valore di -0,5 unità. Nel passaggio tra il 2012 e il 2013 l’ammontare del tasso di occupazione standardizzato è passato da un valore pari a 77,6 unità fino ad un valore pari a 74,4 unità ovvero una variazione pari ad un valore di -3,2 unità in valore assoluto pari a -4,1 unità in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2013 e il 2014 il tasso di occupazione standardizzato è passato da un valore pari a 74,4 unità fino ad un valore pari a 73,9 unità ovvero una variazione negativa pari ad un ammontare di 0,5 unità in senso assoluto e pari ad un valore di -0,7 unità in senso percentuale. Tra il 2014 e il 2015 il tasso di occupazione standardizzato nel Mezzogiorno è passato da un valore pari a 73,9 unità fino ad un valore pari a 75,2 unità ovvero una variazione pari ad un valore di 1,3 unità in valore assoluto e pari ad un valore di 1,8 unità in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2015 e il 2016 l’ammontare del tasso di occupazione standardizzato è aumentato da un valore pari a 75,2 unità fino ad un valore pari a 76,7 unità ovvero una crescita pari a 1,5 unità in senso assoluto e pari a 2,0 unità in valore percentuale. Nel complesso del periodo considerato il valore del tasso di occupazione è diminuito di un valore pari a -5,2 unità in senso assoluto e di un valore pari a 6,3 unità in misura percentuale.

Italia. Tuttavia occorre considerare anche la drammaticità della condizione del lavoro nel complesso in Italia. In effetti nel periodo considerato, ovvero nel contesto tra il 2008 e il 2016, per diversi anni, ovvero tra il 2012 e il 2015, il tasso di occupazione è stato al di sotto dell’anno base posto uguale a 100 (2010). Pertanto la condizione del mercato del lavoro italiano ha subito a lungo gli effetti della crisi finanziaria che si sono manifestati, però, pienamente, soltanto nel 2012 come evidente dai dati. Infatti nel passaggio tra il 2008 e il 2011 il tasso di occupazione per il paese Italia è stato elevato oppure uguale rispetto all’anno base indicato nel 2010. Tuttavia tra il 2011 e il 2012 il tasso di occupazione standardizzato è diminuito al di sotto del valore dell’anno base a dimostrazione del trasferimento della crisi finanziaria nell’interno del mercato del lavoro ed è rimasto inferiore, rispetto all’anno base, fino al 2015 per poi risalire nel 2016.

Conclusioni. Il tasso di occupazione nel periodo considerato ha subito una riduzione sia nel Nord sia nel Centro che nel Sud ed anche in Italia nel suo complesso per quanto in leggera ripresa nel 2016. Tuttavia occorre considerare la presenza di un divario tra il nord ed il Sud ma anche tra il Centro ed il Sud con riferimento al tasso di occupazione. In effetti il tasso di occupazione meridionale risulta essere inferiore al tasso di occupazione sia del Nord sia del Centro. La questione meridionale pertanto opera ancora nonostante siano passati 150 anni dall’unità nazionale. Occorre tuttavia considerare anche, una delle solite opposizioni che vengono in genere considerate quando si fa riferimento al tasso di occupazione, ovvero la presenza del lavoro nero. Ebbene occorre precisare che il lavoro nero, che pertanto non risulterebbe nell’interno delle statistiche ufficiali è presente sia al Nord che al Sud e che in modo particolare tende a crescere con il reddito ovvero tende a crescere soprattutto nel Nord. La percentuale di economia sommersa del Nord, comprendente anche il lavoro nero, risulta essere elevata rispetto alla percentuale di economia sommersa del Sud, a manifestazione di un divario che riguarda sia l’economia legale sia l’economia sommersa.

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