Il divario Nord-Sud. Il caso dell’istruzione

a cura del dott. Angelo Leogrande

Occorre evitare la manifestazione dell’effetto San Matteo

L’indice di istruzione e formazione prende in considerazione le macro-regioni italiane nel periodo tra il 2008 e il 2016. Occorre considerare che l’indice di istruzione e formazione è un indice calcolato sulla base dell’anno 2010 ovvero ponendo l’anno 2010=100. I dati analizzati sono dell’Istat ed in modo particolare fanno riferimento al BES. Di seguito vengono considerati i valori con riferimento al Centro, al Nord ed al Sud.

Nord.  Il valore dell’indice composito di istruzione e formazione e ripartizione geografica è stato pari a 102,6 nel 2008. Nel passaggio tra il 2008 e il 2009 l’ammontare dell’indice di istruzione e formazione è passato da un valore pari a 102,6 fino ad un valore pari a 102,5 ovvero una riduzione pari a -0,1 punti percentuali. Nel passaggio tra il 2009 e il 2010 l’ammontare dell’indice composito di istruzione e formazione è passato da un valore pari a 102,5 fino ad un valore pari a 103,8 ovvero una crescita pari a 1,3 punti assoluti e percentuali. Nel passaggio tra il 2010 e il 2011 l’ammontare dell’indice composito di istruzione e formazione è passato da un valore pari a 103,8 fino ad un valore pari a 104,4 ovvero una crescita pari a 0,6 unità sia assolute che percentuali. Nel passaggio tra il 2011 e il 2012 l’ammontare dell’indice composito di istruzione e formazione è passato da un valore pari a 104,4 fino ad un valore pari a 107,5 ovvero una crescita pari a 3,1 unità. Nel passaggio tra il 2012 e il 2013 l’ammontare dell’indice composito di istruzione e formazione è passato da un valore pari a 107,5 fino ad un valore pari a 107,3 ovvero una riduzione pari a -0,2 unità. Tra il 2013 e il 2014 l’ammontare dell’indice composito di istruzione e formazione nel Nord è passato da un valore pari a 107,3 fino ad un valor pari a 109,9 ovvero una crescita pari a 2,6. Nel passaggio tra il 2014 e il 2015 l’ammontare dell’indice composito di istruzione e formazione è passato da un valore pari a 109,9 fino ad un valore pari a 110,7 ovvero una crescita pari a 0,8 unità. Tra il 2015 e il 2016 l’ammontare dell’indice composito di istruzione e formazione è passato da un valore pari a 110,7 fino ad un valore pari a 113,1 ovvero una crescita pari a 2,4. Nel complesso del periodo considerato l’indice composito di istruzione e formazione nel Nord Italia è stato strutturalmente superiore rispetto all’anno di riferimento ovvero 2010=100, ed anche è stato superiore al valore italiano. I cittadini del Nord hanno potuto vedere una crescita nell’interno dell’indice composito di istruzione e formazione.

Centro. Il valore dell’indice composito dell’istruzione e della formazione risulta essere cresciuto anche con riferimento all’area del Centro Italia. In modo particolare nel 2008 l’indice di istruzione e formazione è stato pari ad un valore di 109,6. Nel passaggio tra il 2008 e il 2009 l’indice di istruzione e formazione è diminuito da un valore pari a 108,7 unità fino ad un valore pari a 108,3 unità ovvero una variazione pari ad un valore di -0,9 in valore assoluto e pari ad un valore di 0,8 in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2009 e il 2010 l’ammontare dell’indice di istruzione e formazione è passato da un valore pari a 108,7 fino ad un valore pari a 108,3 ovvero una riduzione pari a 0,4. Nel passaggio tra il 2010 e il 2011 l’indice composito dell’istruzione e della formazione è diminuito ulteriormente passato da un valore pari a 108,3 fino ad un valore pari a 106,6 ovvero una riduzione pari a -1,7 in valore assoluto e pari a -1,6 in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2011 e il 2012 l’ammontare dell’indice composito di istruzione e formazione è passato da un valore pari a 106,6 fino ad un valore pari a 110,4 ovvero una variazione positiva pari a 3,8 unità in valore assoluto equivalente a 3,6 unità in valore percentuale. Tra il 2012 e il 2013 l’indice dell’istruzione e della formazione nel Centro Italia è rimasto costante ad un valore pari a 110,4 unità. Tra il 2013 e il 2014 l’indice composito di istruzione e formazione è passato da un valore pari a 110,4 fino ad un valore pari a 110,8 ovvero una variazione positiva pari a 0,4 unità. Tra il 2014 e il 2015 l’indice dell’istruzione e della formazione nel Centro Italia è diminuito da un valore pari a 110,8 fino ad un valore pari a 110,4 con una variazione diminutiva pari a -0,4. Nel passaggio tra il 2015 e il 2016 l’ammontare dell’indice composito di istruzione e formazione è passato da un valore pari a 110,4 fino ad un valore pari a 112,0 ovvero una crescita pari a 1,6 unità. Nel complesso del periodo considerato il Centro Italia ha visto crescita il valore dell’indice composito di istruzione e formazione per un valore assoluto pari a 2,4 e per un valore percentuale pari a 2,2. Nel 2016 l’indice composito della formazione e dell’istruzione ha outperformato rispetto al valore del medesimo indice per l’Italia nel suo complesso.

Mezzogiorno. Il valore dell’indice composito per l’istruzione e la formazione per il Mezzogiorno è cresciuto nel periodo tra il 2008 e il 2016. Nel 2008 l’ammontare dell’indice composito di istruzione e formazione per il Mezzogiorno è stato pari ad un valore di 89,5 ovvero inferiore rispetto al valore italiano per quel medesimo periodo equivalente ad un valore di 99,1. In realtà in ogni esercizio considerato l’indice composito di istruzione e formazione è stato al di sotto della media italiana. Nel passaggio tra il 2008 e il 2009 l’ammontare dell’indice di istruzione e formazione è passato da un valore pari a 89,5 fino ad un valore pari a 89,7 ovvero una variazione pari ad un valore di 0,2. Nel passaggio tra il 2009 e il 2010 l’ammontare dell’indice di istruzione e formazione è passato da un ammontare pari a 89,7 fino ad un valore pari a 90,3 ovvero una variazione pari ad un valore di 0,6 punti in valore assoluto e pari ad un valore pari a 0,7 in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2010 e il 2011 il valore dell’indice composito di istruzione e formazione è passato da un ammontare pari a 90,3 fino ad un valore pari a 92,3 ovvero una variazione in valore assoluto pari a 2,0 ed una variazione in valore percentuale pari ad un ammontare di 2,2. Nel passaggio tra il 2011 e il 2012 il valore dell’indice composito di istruzione e formazione è passato da un valore pari a 92,3 fino ad un valore pari a 95,00 ovvero una variazione assoluta pari a 2,7 ed una variazione percentuale pari a 2,9. Nel passaggio tra il 2012 e il 2013 il valore dell’indice composito di istruzione e formazione è passato da un valore pari a 95,00 fino ad un valore pari a 94,3 ovvero una variazione pari a -0,7 sia in valore assoluto, sia in valore percentuale. Tra il 2013 e il 2014 il valore dell’indice composito di istruzione e formazione è passato da un valore pari a 94,3 fino ad un valore pari a 95,8 ovvero una variazione pari a 1,5 in senso assoluto e pari a 1,6 in senso percentuale. Nel passaggio tra il 2014 e il 2015 l’ammontare dell’indice composito di istruzione e formazione è passato da un valore pari a 95,8 fino ad un valore pari a 95,5 ovvero una riduzione in valore assoluto e percentuale pari a -0,3. Nel passaggio tra il 2015 e il 2016 il valore dell’indice composito di istruzione e formazione è passato da un valore pari a 95,5 fino ad un valore pari a 97,1 ovvero una variazione assoluta pari a 1,6 unità ed una variazione percentuale pari a 1,7 unità. Complessivamente nel periodo considerato il valore dell’indice composito è cresciuto sia sotto il punto di vista assoluto, di un ammontare pari ad un valore di 7,6 sia sotto il punto di vista percentuale con un valore pari a 8,5%. Tuttavia ancora nel 2016 il valore dell’indice nel Mezzogiorno risultava essere ancora inferiore rispetto al valore dell’anno di riferimento per l’Italia ovvero il 2010, e inferiore di bel 10 unità percentuali rispetto al valore dell’indice composito di istruzione e formazione in Italia.

Conclusioni. Anche l’indice di istruzione e formazione manifesta in modo evidente l’esistenza di una “Questione Meridionale” ovvero di una diversità strutturale tra le aree del paese che vedono il Sud Italia in una condizione marginale, precaria, priva delle possibilità del centro-Nord. Pertanto è necessario che vengano realizzati degli interventi strutturali nell’interno del Sud Italia per consentire all’indicatore dell’istruzione di essere non tanto al passo con il Centro e con il Nord, che sarebbe molto difficile, dato il distacco che è stato imposto negli anni, ma almeno di essere in linea con la media italiana, la quale circostanza, richiederebbe, per il caso del Mezzogiorno con riferimento all’anno 2016, una crescita di ben 10 unità dell’indicatore analizzato. Occorre allora che lo Stato torni ad investire nell’interno dell’istruzione ed in modo massiccio, poiché non si cada nel paradosso dell’effetto di San Matteo per il quale chi più ha più avrà e chi meno ha rischia di perdere anche quello che ha. Occorre intervenire per ridurre il grado di diseguaglianza tra Nord, Centro e Sud per fare in modo che anche gli effetti di carattere sociale ed economico possano essere espressi in pieno nell’interno dinamico dell’economia italiana.

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