LE PRODUZIONI BIOLOGICHE SOTTO LA LENTE D’INGRANDIMENTO

Giovanni Mercadante

Quando si parla di agricoltura biologica, significa un’agricoltura senza fitofarmaci. Una produzione curata nei dettagli per fare la differenza: affidabile, sicura partendo dall’appezzamento del terreno in cui si  coltiva il prodotto transitando per le forme di raccolta, di trasporto, stoccaggio e messa in vendita.

Un processo di lavorazione che viene costantemente monitorato step by step/passo-passo per garantire la qualità.

Se ne è parlato venerdì scorso 11 maggio 2018 nella Sala Tommaso Fiore, del Monastero del Soccorso ad Altamura.  Il convegno è stato organizzato dal Presidente Nunzio Panaro dell’A.M.C./Associazione Meridionale Cerealisti a cui hanno partecipato il dott. Ferruccio D’Angelo, referente  Suolo e Salute, Regione Basilicata Campania; il dott. Matteo Manna referente ICEA-Regione Puglia; il dott. Vito Scavo referente SIDEL-Regione Puglia; il dott. Lamascese referente Bioagricert-Regione Puglia; e la dott.ssa Caterina Serino Vicepresidente di A..C. e titolare del Laboratorio Tecnolab.

Presenti anche le autorità militari del Corpo Carabinieri-Forestale e i soci dell’Associazione.

Gli argomenti trattati, come accennato innanzi, hanno toccato vari aspetti dagli adempimenti dei produttori nell’ambito del Regolamento CE 834/2007, agli stoccatori e intermediari con le loro responsabilità e limiti, per passare poi  ai  controlli in campo attraverso la rappresentatività e gestione; le novità del Decreto legge 23/02/2018 n. 20 (sistema sanzionatorio) e i metodi di analisi adottati.

E’ stato fatto osservare che  il controllo di qualità non può essere considerato un fattore superficiale, perché le produzioni biologiche devono essere intese come  le “Ferrari” per l’agricoltura di nicchia. Questo termine della famosa casa automobilistica fa capire che a monte c’è un lavoro di squadra che deve curare ogni particolare: dalla bonifica del terreno, all’aratura, alle  sementi utilizzate, al trattamento durante la semina e durante la crescita delle piante. Il raccolto come viene effettuato; la merce come viene stoccata. Tutti questi passaggi, se monitorati attraverso una documentazione, un protocollo interno dell’azienda agricola, il produttore non rischia nulla nel caso di eventuali controlli.

E’ stato posto l’accento anche sulla responsabilità oggettiva degli intermediari. Queste figure non  possono limitarsi alla sola trattativa commerciale, ma devono rendersi conto

che la responsabilità dell’immissione sul mercato dei prodotti biologici non ricade solo sul produttore, bensì sull’intera rete che li commercializza. Perciò, non è da sottovalutare il controllo nei campi e nei magazzini di stoccaggio da parte degli intermediari.

Nunzio Panaro Presidente
dell’A.M.C./Associazione Meridionale Cerealisti

 

 

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

157total visits,2visits today

dott. Giovanni Mercadante

dott. Giovanni Mercadante

Corrispondente Alta Murgia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

error: Content is protected !!