Verso l’Assemblea DC del 14 aprile (?) 2018. Spunti di riflessione

Riportiamo un interessante comunicato apparso sul sito ufficiale della Democrazia Cristiana in vista della celebrazione del XIX Congresso della DC.

” Il presidente Fontana ha informato che prossimamente (14 aprile?) sarà convocata l’Assemblea degli iscritti DC secondo l’elenco riconosciuto dal Tribunale di Roma + gli ammessi nell’Assemblea del 26 febbraio 2017 celebrata all’Hotel Ergife di Roma.

La cosa che attira la nostra riflessione è l’argomento che dovrebbe essere posto all’ordine del giorno:modalità di convocazione e di celebrazione del XIX Congresso della DC.

La situazione politica emersa dalle recenti consultazioni elettorali non è delle migliori, anche se il Paese ne ha viste di ben peggiori. Neppure l’ombra del confronto con l’attentato a Togliatti, al periodo grave del ‘68, all’assassinio di Moro che ricorderemo in questi giorni a distanza di quarant’anni. E che dire di Mani Pulite, dello spread dei tempi dell’ultimo Berlusconi e così via.

La situazione è grave. Tutti sembrano stupiti e preoccupati delle difficoltà per comporre un governo. “Sembrano”, perché in realtà lo sapevano tutti prima e hanno accuratamente fatto in modo che con la legge elettorale non vincesse nessuno.

Ora i Soloni della comunicazione, i politologi, i direttori dei giornali e i politici di assai scarso livello si affannano a prevedere soluzioni, ipotesi di composizioni, prevedibili nuove elezioni.

Chi ha perso … ha perso.

Chi ha vinto, non ha vinto abbastanza.

E sembra che anche chi ha vinto, ma non abbastanza, sia meno interessato di ieri a esporsi con il rischio di bruciarsi.

Staremo a vedere. Personalmente sono convinto che i giochi li condurranno le Assemblee di Montecitorio e di Palazzo Madama: molto meno i cosiddetti leaders.

Ma se questa sembra essere all’oggi la situazione politica credo che la riflessione essenziale interessi la DC a fronte dell’ordine del giorno della prossima assemblea.

Orbene: la DC dovrà incominciare a esistere!

Finora, diciamolo con cruda sincerità, abbiamo “giocato a litigare”; sembra che sia stato fatto di tutto per “non far nascere la DC”.

Nelle nostre riunioni ne abbiamo visto di tutti i colori:

―      piccoli professori pronti a sollevare dubbi, anziché ricercare umilmente soluzioni,

―      antagonisti fumosi in nome non si sa bene di quale fumoso obiettivo,

―      contestatori oziosi l’un contro gli altri armati … non si sa bene perché,

―      galli ambiziosi nello stesso pollaio,

―      propositori di mozioni che mai sono state deliberate,

―      profanatori del simbolo del partito solo per giocare al “piccolo candidato” e ottenere voti da prefisso telefonico.

Per favore: la storia insegni!!! Dunque: siamo tutti convinti, persuasi, desiderosi, volonterosi, onesti nel voler davvero che il Partito della DC riprenda?

E allora si tratta di fare di tutto per far ripartire il Partito. E il primo atto formale sarà il XIX Congresso convocato nel rispetto della normativa statutaria tutt’ora vigente.

Non è sufficiente continuare a fare riferimento alla sentenza della Cassazione 25999/2010, a sezioni unite, per affermare che la DC non mai stata estinta! In teoria lo sappiamo e ne siamo tutti felici. Ora occorre ricostituire il Partito nei suoi organismi statutari! Lo volgiamo davvero o no?

E allora, diamoci da fare ricercando insieme le vie percorribili per giungere tutti insieme a destinazione per ridare alla DC vita e attività di presenza politica nelle istituzioni.

La cosa fondamentale è stabilire una prassi che non si presti più a possibili ricorsi.

Se la via percorribile sembra dover essere quella di celebrare i congressi almeno a livello provinciale, la si concluda rapidamente. Qualcuno saggiamente ha proposto: “Convocazione in un’unica giornata e in un’unica sede di tutti gli iscritti; in mattinata celebriamo separatamente i congressi provinciali per la nomina dei delegati al congresso regionale e nel pomeriggio il congresso regionale per la nomina dei delegati al congresso nazionale”. 

Solo un Partito costituito nei suoi organismi statutari potrà proporsi come interlocutore, come aggregante, come promotore di unificazione e unità.

Solo la Democrazia cristiana costituita nei suoi organi di governo potrà proporsi al Partito popolare europeo e potrà trovare accoglienza in tutte le altre Sedi istituzionali.

Solo la Democrazia Cristiana ricostituita nei suoi organismi statutari potrà riaprire il tesseramento e sollecitare l’adesione di nuove forze per ridare ossigeno a un numero ormai esiguo di iscritti.

E, per favore, guardiamoci dalle illuminazioni sulla via di Damasco.

Credo che in questo momento non vi siano illuminati tali che possano indicare con certezza la strada da percorrere se non quella indicata dal Giudice che ha sentenziato in nostro sfavore proprio per non aver rispettato lo Statuto della DC.

In via anche minimale (ad impossibilia nemo tenetur!) quella sembra essere la via règia.

Pertanto, nella prossima Assemblea non si incominci a incrociare le spade invocando la via dello Statuto del Partito contrapposto alla via del Codice Civile.

Impariamo a ricercare l’unità! L’obiettivo è fare il Partito, non sfoggio di cultura.

E se qualcuno ha convincimenti chiari e giuridici (veri o presunti!), faccia un bagno di umiltà: si sieda allo stesso tavolo e ricerchi insieme agli altri la via per una soluzione equa, giusta e praticabile.

Come si diceva, le sentenze che fin qui hanno ostacolato il cammino della Democrazia Cristiana quale risposta ai ricorsi perpetrati sembrano contenere “in nuce” gli orientamenti giuridici cui riferirsi per riprendere il buon cammino. Chiudere gli occhi sarebbe stolto, improvvido e inconcludente.

Coraggio DC!

Tra la dissoluzione del PD e il bazar delle meraviglie dei 5Stelle, tra la sconfitta di Forza Italia e la tenuta del Centro Destra c’è spazio per arrivare a un popolo che non vogliamo né arrabbiato, né deluso ma motivato a ricercare valori e ideali imperituri che sono stati di Sturzo, di De Gasperi, di La Pira e di tanti altri democristiani, tra cui Aldo Moro che affidiamo alla misericordia del Padre a 40 anni dalla sua tragica scomparsa.

La DC deve tornare a proporsi come il partito della concretezza in grado di prospettare delle riforme e metterle in pratica. La proposta politica della DC fonda sulla Costituzione e trae vigore dalla dottrina sociale della Chiesa: solo mettendo insieme questi due fattori e rimanendo fedeli a essi, potremo rappresentare in modo costruttivo il Paese.

Non possiamo permettere che sia il pentastellato Di Maio a citare il presidente della Conferenza Episcopale Italiana e un brano scritto da Alcide De Gasperi nel tentativo di aprire uno spiraglio sul fronte cattolico.

E’ urgente impegnarsi seriamente a coinvolgere il mondo dei cristiani che sono smarriti e orfani di una casa comune e privati di una rilevanza politica. E’ ormai certo e consolidato che il mondo cattolico ed in particolare il clero sia rassegnato di fronte allo stravolgimento dei valori fondamentali e non negoziabili che sono alla base della nostra civiltà cristiana. Gli stessi movimenti ecclesiali che attivamente e lodevolmente si impegnano nel sociale, non si spendono in una azione politica unitaria e si associano spesso ai movimenti populisti della protesta, della rabbia e della insoddisfazione. Le parole del cardinale Bassetti, presidente della CEI siano di monito. In una intervista al quotidiano “La Stampa” del 14 gennaio, disse: “I cattolici in politica devono dimostrare maturità, coscienza formata ed autonomia di giudizio per essere veramente sale della terra… devono avere la consapevolezza che la politica è una missione laica altissima da svolgere per i bene comune di tutti i cittadini senza avidità di potere e senza confondere il momento spirituale con quello politico”.

Coraggio DC!

O adesso o mai più!

La tanto decantata responsabilità nell’interesse del Paese deve coinvolgerci tutti. I prossimi anni saranno ritmati da tornate elettorali a partire da quelle europee nel 2019 e quelle regionali nel 2020.

Sarebbe un vero peccato che la DC non ci fosse sia come partecipazione attiva, sia per testimoniare quei principi e quei valori che abbiamo richiamato.

Ma sarebbe un triste peccato di omissione se la DC non ci fosse per i nostri demeriti e le nostre beghe interne.”

T.S.

Fonte : Dc -Pagina Ufficiale

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Polis Notizie

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