IL SOSPETTO CHE NULLA CAMBI DOPO LE ELEZIONI

I precedenti purtroppo ci sono

Con una legge elettorale che sembrerebbe essere stata realizzata per non concedere una maggioranza reale in Parlamento, e con i presupposti dei sondaggi e delle percentuali che ondeggiano di giorno in giorno confondendo così solo le idee di chi “le idee” non le ha per niente chiare, incomincia a farsi strada, tra gli altri, anche il sospetto poco ortodosso che dopo le prossime elezioni del 4 marzo potrebbe davvero non cambiare nulla e potremmo ritrovarci con gli scranni del potere occupati dalle stesse persone (non elette dal popolo) che ci sono oggi e che sostanzialmente hanno allegramente soggiornato nei nostri palazzi istituzionali negli ultimi cinque anni. L’intervento a gamba tesa del maestro della “tirannia soft” grazie alla quale così abilmente negli ultimi anni è riuscito a creare governi che non avessero alcun appoggio elettorale, ci deve far capire che probabilmente la storia sta per ripetersi, ovvero, il giorno dopo il voto, vista la già acclarata impossibilità di governare delle coalizioni elettorali a causa sia della legge elettorale che delle percentuali che verranno fuori dalle urne, ci ritroveremo per i prossimi anni con un nuovo governo di nominati comprendente molte facce che sono lì già adesso e che continueranno a fare le marionette dell’Europa delle banche. In fondo l’Europa unita è nata per annientare i poteri nazionali e le volontà popolari locali, se qualcuno si illudeva che con l’Europa ci sarebbe stata una nuova e fulgida era della democrazia parlamentare evidentemente si è lasciato abbindolare da certe fesserie sparate a raffica dagli organi di informazione, un lavaggio del cervello collettivo che si è poi trasformato in un vero e proprio cappio per le economie locali, per la libertà in generale e ha elargito poteri solo agli affiliati della grande mafia finanziaria che se ne frega delle elezioni, dei partiti o degli ideali, agisce in base ai quattrini, pertanto non può che risultare inumana. Tutto questo sistema alla deriva, la storia ce lo insegna, comporta purtroppo l’esplosione della violenza sociale che incomincia a farsi strada inizialmente ammantata da ideali politici o pseudo politici per poi diventare una sorta di anarchia distruttiva, in Italia la prima fase di questo iter pericoloso, a guardare gli eventi degli ultimi giorni, è già incominciato. Ma tutto ciò, lungi dall’accendere nei nostri governanti un barlume di lungimiranza onde evitare la completa deriva sociale violenta, ha semmai finito con l’essere strumentalizzato per ragioni politiche. La mancanza di sicurezza da parte dei cittadini, la crisi economica, la perdita di identità sociale, sono tutti fattori scatenanti delle peggiori parentesi storiche, noi ci siamo già dentro fino al collo; non siamo sul limite del baratro, ci siamo già caduti dentro e, poiché la rabbia sociale cresce in modo esponenziale la situazione potrebbe sfuggirci di mano da un giorno all’altro. A prescindere da taluni ministri che sono così a corto di argomenti che intervistati da ruffianissimi giornalisti riescono solo a parlare del secondo dopo guerra e in ciò prendono gli applausi di un pubblico pagato di mentecatti, la percezione della realtà nelle strade del nostro paese è completamente differente dai numeri snocciolati da queste marionette. Evidentemente sono queste le persone, i politici che devono governarci per volontà non dei cittadini italiani che non contano più nulla, ma per volontà delle autorità europee che hanno preso questo tipo di decisioni in base a loro calcoli e interessi che prescindono da ogni salvaguardia di qualsivoglia popolo. Ciò che tante volte risulta disarmante, tra l’altro, è ascoltare per ore i nostri ministri che parlano dei libici e dei clandestini che vogliono salvare e non riescono a dire una sola parola sulle difficoltà degli italiani, ma allora perchè non se ne vanno in Libia a fare i ministri!

Francesco Di Bello

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Polis Notizie

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