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Perchè è sempre meglio che guardare tutta la melma che vi circonda

Ormai è un evento che si ripete quotidianamente senza più alcun controllo, sbarchi su sbarchi, sulle nostre coste, nei nostri mari, è il caos, è l’inferno. Diffcile alla luce di quanto sta avvenendo pensare che tutto ciò sia una circostanza storica sviluppatasi casualmente, impossibile, per chi ha ancora una testa per pensare, supporre che tutto ciò sia uno dei tanti ricorsi storici che puntualmente si presentano in differenti contesti spazio temporali, anche perchè stiamo forse assistendo ad un qualcosa che, almeno con questa intensità, non si era mai verificato in precedenza. Non è più il caso di parlare né di politica, né tanto meno di razza, tutto ciò, con quello che sta avvenendo, non c’entra proprio nulla, qui si denota solo un’umanità ormai allo sbaraglio, una mancanza sostanziale di guide e direttive in grado di gestire l’andamento globale. In molti danno la colpa alle politiche poco lungimiranti perpetrate dai diversi governi delle nazioni e invece, forse, la colpa è di coloro che hanno nel tempo voluto dare fiducia alla politica e ai politici, cioè dei cittadini che si sono lasciati raggirare per decenni dagli imbonitori al soldo sia dei politici di turno che di coloro che gestiscono, dietro le quinte, anche i politici. Il problema, in questo momento, è che non esiste alcuna soluzione al problema stesso, è troppo tardi e allora tutti in cuor loro sentono febbrilmente, anche se a volte ancora inconsciamente, questo senso assoluto di deriva della storia moderna che sta finendo nel peggiore dei modi. E allora quotidianamente c’è chi vuole accogliere questa gente più che per convinzione, per principio, chi invece li vorrebbe rimandare a casa, chi protesta, chi spara, chi protesta contro coloro che protestano, le famiglie sempre più sul lastrico, i soliti imbonitori filistei in televisione tutti i giorni dell’anno a raccontarvi sempre che le cose vanno bene (a loro sicuramente), le campagne elettorali sempre più inutili perchè negli ultimi vent’anni i governi italiani non sono valsi a un cavolo, a parte ricordare la solita vecchia storia di un secolo addietro e dimenticare quella che si sta verificando oggi sotto gli occhi di tutti. Cariche istituzionali ridicole, polituncoli di cartone, marionette senza palle e senz’anima, se la sono venduta ai demoni di turno l’Italia, cioe a coloro che detengono tutta la ricchezza del pianeta. E in questo caos senza precedenti ci sono coloro che credono di intravedere una qualche verità nel “Capitale” di Karl Marx e coloro che sono invece convinti che la soluzione “finale” sia ben espressa nel Main Kumpf di Adolf Hitler. E poi stupri, uccisioni, delinquenza, gente fatta a pezzi, mancanza totale di ogni buon senso e buon sentimento, cittadini che non si sentono più al sicuro neanche in casa loro se non hanno un’arma da fuoco, giovani che ormai vivono di violenza e nella violenza avendo perso ogni naturale orizzonte umano. Ma questa società chi l’ha creata? Come ci siamo ridotti a questo? La nostra nazione, giusto per parlare dell’Italia che non rappresenta certo un caso a se stante nel contesto internazionale odierno, è piena di centinaia di migliaia di persone di cui non sappiamo nulla, potrebbero essere chiunque e qualunque cosa. Arrivano nei barconi, senza documenti, ai nostri agenti danno dei nomi e delle date di nascita, la polizia trascrive questi dati ed è tutto qui. Alcuni di loro provengono da nazioni dove probabilmente non esiste ancora un’anagrafe, allora ci ritroviamo con i tribunali  dove ci si imbatte ad esempio in migliaia di stranieri che pur provenendo da diverse nazioni dell’Africa si chiamano ad esempio tutti Massuf e sono nati tutti nello stesso giorno del 2001, quindi per le nostre autorità sono minorenni, qualche altro migliaio che invece si chiamano Mohammad e invece sono nati tutti in un’altra data del 2000 e così via; molti di loro, a guardarli bene, ci vuole coraggio o tanta idiozia per definirli minorenni, però è così che le autorità italiane, da anni, stanno gestendo il problema degli immigrati. Inoltre possiamo mettere sulla bilancia anche il fatto che per quanto peggio sta arrivando, tanto meglio se ne sta andando all’estero, l’Italia non è più in grado di garantire un futuro ai giovani, alle famiglie (quelle che ancora restano), la nazione che chiamavamo Italia non esiste semplicemente più se non come insensata e sacrificabile pedina di un circuito internazionale dove dettano legge forse appena dieci persone che da sole detengono oltre il novanta per cento della ricchezza mondiale. E’ davvero difficile prendere sul serio le cariche istituzionali italiane di oggi, fanno un po anche pena, con quell’aspetto dinoccolato e sottomesso, consapevoli di non valere una “beata minchia” se non al cospetto dei poveracci, dei disoccupati, dei cittadini annientati e senza più futuro. Un altro grosso problema di questa nostra nazione sono gli imbonitori al soldo di quelle dieci persone che stanno gestendo l’intero pianeta con tutti i suoi popoli, quelli che non appena si accenna a questi argomenti immediatamente sono lì ad incolpare Tizio o Caio di essere un complottista. Forse si farebbe meglio a non utilizzare più la parola “complotto” in quanto da questo sostantivo ne deriva un altro “complottismo”, sin troppo usato negli ultimi tempi e non da coloro che ipotizzano i complotti, ma da coloro che i complotti li organizzano e li appoggiano, e poi perchè parlare di complotti, qui non siamo assolutamente al cospetto di alcun complotto, perchè quello che si sta consumando e si sta realizzando sotto gli occhi di noi tutti e il più grande crimine della storia contro il genere umano: un intero pianeta alle ortiche per il piacere di pochi straricchissimi “magnati”. E allora l’importante diventa ricordare i campi di concentramento di ieri dimenticando quelli di oggi perchè i padroni del mondo vogliono così, e poi da buoni “sciacalli” hanno saputo ben monetizzare sulle disgrazie passate della loro gente. E adesso fatevi un’altra bella risata che tanto siete già tutti morti solo che ancora non ve l’hanno detto.

Francesco Di Bello

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Francesco Di Bello

Francesco Di Bello – Redattore freelance, scrittore , ricercatore, artista.

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