ODIO CHI NON SI RIBELLA

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Liberamente ispirato da “Odio gli indifferenti” di Antonio Gramsci
Odio chi non si ribella, chi si recide i bulbi oculari pur di non guardare le ingiustizie che lo circondano. Odio chi mestamente vive, cercando di non fare rumore e cammina in punta di piedi per non lasciare tracce della propria ignavia.
Odio chi elargisce enunciazioni della massa, qualunque esse siano,  perchè ciò rende sicuri, chi ritiene che l’occhio destro non debba guardare quel che vede l’occhio sinistro e quindi vive una vita strabica e chi è convinto che la mano destra non debba sapere quello che fa la mano sinistra e vive così un’esistenza storpia.
Odio gli estimatori dell’apparenza senza sostanza, i sottomessi taciturni che improvvisamente diventano violenti urlatori quando si parla di denaro ed interessi. Odio chi non si ribella a tutto il marcio che c’è intorno per timore della pubblica opinione o delle  condanne di un giudice che è solo un altro uomo e niente altro.
Odio la zoticoneria dei padri che non avendo il coraggio di invecchiare si atteggiano a giovinetti caduchi e ricurvi, e vedono nei loro figli non un’opportunità ma dei rivali; odio le vite cialtronesche degli arrampicatori sociali che si fanno intorno terra bruciata per tutta la vita e muoiono soli e miserabili. Detesto profondamente gli intolleranti che sono sempre stati una dannata zavorra per l’evoluzione degli esseri umani.
Odio chi non ha il coraggio di essere rivoluzionario per poter così riprendersi la propria vita, anche lottando e guerreggiando, scendendo in piazza e almeno provare a cambiare il sistema criminale che ha mercificato  la vita stessa degli esseri umani.  Odio la docilità dei pusillanimi, tanto comodi ai padroni, così ambiti dagli schiavisti quanto inutili ai loro simili e a se stessi.
Amo, invece, chi si ribella, chi ha il coraggio di sacrificarsi per le proprie idee a qualunque costo, sobbarcandosi sulle spalle il peso spietato della macina della pubblica opinione. Amo chi vive da dissidente in casa propria, mantenendo sempre alto il livello dello scontro senza lasciarsi mai comprare e corrompere. Amo chi, seppur sconfitto, non si arrende e si prepara ad una nuova battaglia; colui che nonostante sia perseguitato, flagellato, diffamato, continua a stare in piedi usando come bastone di sostegno la propria spada e solo a costui dico: “oh mio simile, fratello.”
Francesco Di Bello
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Francesco Di Bello – Redattore freelance, scrittore , ricercatore, artista.

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